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Conclusa l'indagine Antitrust  sul settore della RCA Auto:

risultati e proposte

  Commento  dicembre 2003  
  Replica artigiani  
  La beffa  
   
  COMUNICATO STAMPA
ANTITRUST PRESENTA INDAGINE CONOSCITIVA SU RCA AUTO: DOPO LA LIBERALIZZAZIONE SCARSA CONCORRENZA, PREMI RADDOPPIATI, COSTI DEI SINISTRI AUMENTATI DEL 70%. TRA LE PROPOSTE DELL'AUTORITÀ SUPERAMENTO DEGLI AGENTI MONOMARCA E PASSAGGIO AL SISTEMA DELL'INDENNIZZO DIRETTO CON ELIMINAZIONE DELL'ACCORDO COLLETTIVO ANIA-CARROZZIERI.
 
  L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 17 aprile 2003, ha deliberato la conclusione dell'indagine conoscitiva sul settore della RCA Auto, il cui processo di liberalizzazione è stato avviato in Italia il primo luglio 1994.

Alla luce della complessiva evoluzione del mercato, l'aumento dei premi ha finito con il rappresentare una caratteristica costante e non solo transitoria. Nel corso di questi anni – si può leggere nell'indagine conoscitiva, i cui contenuti complessivi verranno presentati nelle prossime settimane – a fronte di una scarsa innovazione e di un'invariata qualità dei prodotti, i premi sono sistematicamente aumentati in misura eccezionalmente elevata, rapportati agli altri Paesi europei, anche a causa del fatto che le imprese hanno reagito in maniera inadeguata alla crescita dei costi, adottando soluzioni in comune che hanno contribuito ad accelerarla.
Tali aumenti hanno interessato la maggior parte degli assicurati in Italia e non risultano giustificati, nemmeno in parte, dagli ampliamenti delle garanzie offerte o dai miglioramenti di tipo qualitativo. La misura degli aumenti ha toccato, in situazioni particolari, livelli eccezionali: i premi richiesti da talune imprese sono divenuti talmente elevati da rendere di fatto impossibile ottenere persino la stessa copertura RCA; in diverse province, ad un consumatore che intenda stipulare una polizza per un ciclomotore, viene richiesto un premio che può essere anche pari al valore del veicolo stesso.
L'indagine presenta diverse stime e raffronti per fornire una corretta conoscenza dell'aumento effettivo dei prezzi (vedi tabelle 1, 2 e 3 dell'allegato). Si evidenzia che l'incremento dei premi di competenza pagati dall'intera collettività degli assicurati mostra un sostanziale raddoppio del loro livello nel periodo 1994-2001 (tabella 1); lo stesso risultato emerge dal confronto dell'evoluzione dei premi auto in alcuni Paesi dell'Unione Europea tra il 1996 e il 2002 (tabella 2). Con intensità analoga sono aumentati gli esborsi complessivi per sinistri, almeno fino al 2000 (tabella1), e il costo medio dei servizi di riparazione (tabella3).
Secondo l'indagine, l'eccezionale aumento dei costi e dei premi trova la sua causa nella ridotta tensione concorrenziale che caratterizza il mercato italiano RCA e che può essere ricondotta ad almeno due fattori principali: le relazioni verticali di esclusiva tra produttori e distributori che hanno irrigidito la domanda di impresa, in un contesto di obbligatorietà della polizza; la terzietà dell'indennizzato, che non è cliente dell'assicurazione che deve effettuare il rimborso. Tale circostanza, in particolare, ostacola significativamente la capacità delle compagnie di assicurazione di proporre contratti in grado di disincentivare comportamenti non virtuosi da parte dei diversi soggetti coinvolti (le stesse compagnie, i danneggiati, i riparatori) e di evitare così che ciascuno di costoro, per negligenza o per interesse economico, contribuisca ad elevare artificialmente l'ammontare dei rimborsi. Al contempo gli strumenti promossi dalle compagnie attraverso l'associazione di categoria per controllare quei comportamenti (come gli accordi Ania-carrozzieri e Ania-periti) si sono rivelati controproducenti.  
Complessivamente, l'insieme dei due fattori descritti ha fatto sì che, da un lato, le imprese abbiano incontrato difficoltà a esercitare uno stringente controllo dei costi; dall'altro, non ne abbiano avuto nemmeno l'incentivo in quanto, grazie alla rigidità della domanda di impresa, hanno potuto traslare agevolmente i maggiori costi sui prezzi.
L'Autorità ha incentrato la sua attenzione sulla distribuzione e sui meccanismi di indennizzo e dall'indagine emergono alcune proposte per aumentare il grado di competitività del settore con beneficio per i consumatori.

1) PASSAGGIO ALL'INDENNIZZO DIRETTO - Con il sistema attuale di indennizzo indiretto, l'occasionalità del rapporto tra compagnia e danneggiato fa venire meno l'interesse della compagnia di assicurazione a curare il servizio di indennizzo del danno e incentiva comportamenti di moral hazard da parte del danneggiato che tenderà a sovrastimare l'entità dei danni subiti e, di conseguenza, del risarcimento, nonché a ''gonfiare'' le spese mediche in caso di danni alla persona. Ad avviso dell'Autorità, un sistema di indennizzo diretto, rimanendo inalterata la responsabilità civile verso terzi, creerebbe un rapporto diretto fra assicurato e compagnia e rappresenterebbe una soluzione in grado di indurre comportamenti virtuosi da parte di tutti i soggetti coinvolti in una relazione economica complessa, nonché di ridurre in modo sensibile i costi del contenzioso. L'assicurato riceverebbe l'indennizzo – secondo il modello proposto – dalla stessa compagnia con la quale ha stipulato il contratto e la compagnia stessa, dovendo corrispondere l'indennizzo, sarà incentivata a un serrato controllo dei costi. È cruciale che il meccanismo di compensazione operi tra le compagnie sulla base di parametri prestabiliti e indipendenti dall'ammontare dell'indennizzo pagato. Tale sistema ha avuto successo in Francia, dove negli ultimi dieci anni il prezzo medio pagato dagli assicurati è rimasto invariato, nonostante un tasso d'inflazione del 14% nello stesso periodo.

2) SUPERAMENTO DELLA CONVENZIONE CID - In luogo dell'attuale Convenzione Cid si dovrebbero pertanto prevedere nuove e diverse convenzioni tra le imprese basate su due criteri fondamentali: gli assicurati dovranno essere sempre indennizzati dalla propria compagnia, almeno per i danni a cose subiti; la stessa compagnia dovrà sempre ricevere una compensazione forfetaria predeterminata da parte della compagnia del danneggiante.

3) POLITICA DI SCONTI SUI PREMI, RICORSO A CARROZZIERI CONVENZIONATI, PIÙ COMPORTAMENTI VIRTUOSI - In questa prospettiva, le compagnie di assicurazione potrebbero trovare convenienza ad incentivare i propri assicurati, adottando una politica appropriata di sconti sui premi, a servirsi di autofficine autorizzate da parte della compagnia di assicurazione, in alternativa all'indennizzo in denaro. Ciò contribuirebbe a generare comportamenti virtuosi.

4) CONTROLLI SU CARROZZIERI E PARCO AUTO ASSICURATO - La compagnia, con il nuovo regime, sarebbe peraltro incentivata a controllare gli autoriparatori, prevenendone comportamenti opportunistici, e lo stesso parco auto relativo al proprio portafoglio, prevedendo con maggiore precisione l'effettiva esposizione al rischio.

5) NUOVI RAPPORTI TRA COMPAGNIE E CARROZZIERI – Dovrebbe venir meno la convenzione unica tra l'associazione di categoria e tutte le carrozzerie, che omogeneizza verso il massimo i costi di tutte le compagnie, mentre vi sarebbe un incentivo, per ciascuna impresa di assicurazione, a ricercare soluzioni individuali che contemperino l'esigenza di contenere i costi di riparazione con quella di fornire un servizio di qualità elevata per i propri assicurati.

6) TABELLA UNICA NAZIONALE PER DANNO BIOLOGICO - Così come avvenuto nella generalità dei Paesi, è necessario procedere in tempi rapidi alla predisposizione di una tabella unica nazionale, quantomeno per il danno biologico. Tale soluzione ridurrebbe l'incertezza sull'ammontare del risarcimento, i tempi e i costi della liquidazione, nonché il contenzioso, che rappresenta uno degli elementi che influiscono maggiormente sul costo dei risarcimenti per i danni a persone.

7) NUOVI MECCANISMI DI REMUNERAZIONE DEGLI AGENTI E SUPERAMENTO DELLA RETE MONOMARCA - È necessaria una rivisitazione dell'assetto distributivo attraverso un superamento dell'attuale sistema monomarca e un diverso sistema di remunerazione degli agenti: ciò faciliterebbe il confronto del consumatore tra prodotti concorrenti e dunque una maggiore mobilità della domanda a vantaggio della concorrenza tra imprese.

Roma, 23 aprile 2003
 
     
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Tabella 1: Premi di competenza e oneri relativi ai sinistri (1994-2001) milioni di €

  1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001
Premi di competenza 8.123 8.835 9.390 10.281 11.514 12.782 14.048 15.012
numero indice) 100,0 108,8 115,6 126,6 141,7 157,4 172,9 184,8
Oneri relativi ai sinistri  8.171 8.911 9.811 10.594 12.110 13.248 13.886 13.734
(numero indice) 100,0 109,1 120,1 129,7 148,2 162,1 169,9 168,1
Fonte: Elaborazioni su dati Isvap
 
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Tabella 2: Evoluzione dei premi in alcuni Paesi europei (1996-2002)

Numero indice

1996=100

Media UE

Germania

Spagna

Francia

Italia

Regno Unito

1996 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
1997 102,7 102,4 101,1 98,6 109,2 104,4
1998 101,9 96,5 105,2 95,2 124,3 116,6
1999 107,5 101,8 113,5 91,9 145,2 130,8
2000 114,6 110,3 122,2 90,7 159,0 151,4 
2001 122,5 118,6 128,4 90,8 176,2 165,2
2002 128,4 119,7 135,6 92,0 196,7 169,6
Tassi di variazione
1997 2,7 2,4 1,1 -1,4 9,2 4,4
1998 -0,8 -5,8 4,1 -3,4 13,8 11,7
1999 5,5 5,5 7,9 -3,5 16,8 12,2
2000 6,6 8,3 7,7 -1,3 9,5 15,7
2001 6,9 7,5 5,1 0,1 10,8 9,1
2002 4,8 0,9 5,6 1,3 11,6 2,7
Fonte: Eurostat
 
 

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Tabella 3: Andamento del costo medio dei servizi di riparazione

 

Variazione % 1992-1997

Variazione % 1996-2001

Germania 15,0 12,9
Italia 58,2 17,9
Francia 10,1 16,4
Regno Unito 9,8 38,7*
Spagna 26,1 22,7
Olanda 12,1 9,7
     
(*) I valori del Regno Unito risentono, nel periodo, del forte apprezzamento della sterlina.
Fonte: Elaborazione su dati MFBI  
 
     
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