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I CONSORZI |
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Stanno nascendo consorzi come funghi |
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| 4.3.2010 Vorremmo istituire l'Associazione dei Consorzi dei carrozzieri italiani (A.C.C.I.) Voi cosa ne pensate? ------------------------- Pubblichiamo un commento al presente articolo. |
Mai come in questo ultimo periodo stiamo assistendo alla nascita di consorzi
dei carrozzieri. Il perché è abbastanza facile da spiegare; evidentemente le
associazioni nazionali non bastano più a rappresentare gl'interessi della
categoria. Come per tutte le cose di questo mondo tali iniziative vanno viste per la parte buona, ma anche per quella cattiva che rappresentano. Nascono come i funghi e come questi, ci sono quelli buoni e quelli meno buoni, sta a noi la scelta per non rischiare un'intossicazione alimentare. Ma come si fà a stabilire quali sono i buoni da quelli no? Bhe! una indicazione utile ci può venire dalla valutazione di chi sono i promotori di queste iniziative che celano, spesso e volentieri, società o personaggi che si riciclano nel corso del tempo per mantenere visibilità e potere rappresentativo così da continuare a coltivare interessi di varia natura dietro la facciata della difesa di categoria. Molto più spesso i promotori sono aziende che svolgono attività collegate al mondo dell'autoriparazione per la vendita di prodotti, attrezzature, software o altro e che in tale modo riescono a coagulare e fidelizzare attorno a se un certo numero di autoriparatori fornendo loro (a pagamento) servizi di formazione e consulenza che altrimenti sarebbero costretti ad offrire gratis. Difficile pensare che chi lo fa è spinto da puro spirito corporativistico scevro da interessi economici o commerciali. La moda dell'ultimo momento è quella di promuovere consorzi di rappresentatività nazionali affidati a società esterne di consulenza che provvedono a garantire (e garantirsi) la conduzione del consorzio e dei suoi consorziati nella gestione, nelle forniture, nella formazione aziendale del carrozziere. Tutti promettono tutto, tutti vogliono essere rappresentanti di un ipotetico tavolo unico delle trattative in cui siano presenti i carrozzieri, le assicurazioni, i periti, i consumatori e il governo. Ma è proprio di questo che ha bisogno il carrozziere? siamo proprio sicuri che affidandosi a queste pseudo nuove organizzazioni i problemi del carrozziere si risolvano? o è invece vero che così facendo si spiana la strada a personaggi che altrimenti sarebbero costretti nell'ombra della loro mediocrità imprenditoriale e che vedono il singolo artigiano come la mucca da mungere? Il carrozziere, per come lo conosco io, rimane un artigiano con poche idee ben chiare, è come il contadino che sa come preparare il terreno, quando seminare e quando raccogliere e che riesce ad andare avanti rimanendo concretamente ancorato alla propria realtà geografica. L'unione che funziona veramente è quella geograficamente circoscritta nella potenzialità operativa dell'artigiano, sia per quanto riguarda le regole economiche che gestionali e se qualcuno vuole aiutarlo veramente, lo faccia! lo aiuti a crescere nella gestione della propria carrozzeria, nell'aggiornamento professionale, nel fargli capire come fornire al meglio tutta una serie di servizi, ma senza vincoli, senza tirarlo da una parte o l'altra ai fini di mera rappresentanza politica. ( www.cinquestelle.de ). Puntare sulle piccole realtà locali unendole su interessi e regole comuni è forse oggi la soluzione migliore, anzichè puntare su progetti mega galattici facendo balenare soluzioni roboanti che poi puntualmente non si realizzano. Già, ma questo porterebbe vantaggio solo all'autoriparatore.............. Autoinforma |
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