Le vetture costruite oggi dalla case
automobilistiche sono completamente diverse per materiali e
tecnologia rispetto a quelle di qualche anno fa.
E’ la conferma di come
oggi e nel prossimo futuro l’industria veicolistica affronta
le sfide di mercato.
Le norme più
sempre più restrittive, l’impiego di nuovi
materiali, i mutati gusti estetici del cliente, hanno
portato, già da qualche anno, ad una vera e propria
rivoluzione progettuale e costruttiva nel modo di fabbricare
l’auto.
Le soluzioni adottate sono
pressoché generalizzate per tutte le case costruttrici, indipendentemente dal segmento di veicolo.
L’impiego sempre più
diffuso dell’elettronica:
Inoltre!
L'utilizzo di ricambi
cosi detti "estetici", come paraurti e modanature in tinta con
il resto della carrozzeria, il rischio di rovinare la macchina
al minimo urto aumenta notevolmente; (basta un semplice
contatto da parcheggio per sostituire spesso pezzi interi di
carrozzeria i cui costi non sono poi tanto modesti).
Anche se nessuno lo sottolinea,
l’evoluzione dell’auto è in effetti una delle cause che
influisce maggiormente sui costi dei sinistri.
Pertanto! in futuro
avremo ottimi prodotti, ma che incideranno sempre più i costi
di riparazione.
Come l'autoriparatore svilupperà ed
evolverà la propria attività futura; chi potrà operare?
L’attività di
autoriparatore ha subito in questi ultimi anni notevoli
cambiamenti tecnologici e imprenditoriali.
Le leggi sempre più
restrittive e le esigenze di mercato hanno obbligato
l’artigiano carrozziere a diventare sempre più imprenditore.
Molti ce l’hanno
fatta, altri no.
In generale si può
dire che al notevole cambiamento di mentalità (al quale ha
contribuito in modo positivo l’ex accordo ANIA/Carrozzieri)
non è seguita un’azione altrettanto efficace
nell’aggiornamento tecnico e culturale.
Abbiamo visto come intervenire oggi su una
vettura sia molto più complicato che non qualche anno fa,
inoltre se non si conoscono bene le corrette procedure si
rischia di fare più danni che benefici, (vedi alluminio).
Al carrozziere - oggi - viene richiesta qualità nelle riparazioni, garanzia e sicurezza, ma
anche servizi.
Non basta più saper
(solo) riparare bene l’auto, occorre anche gestire
(relativamente alla riparazione) le problematiche del cliente
nei confronti dell’assicurazione.
Per fare tutto ciò, oltre a strutture
adeguate e attrezzature specifiche, occorrono risorse, impegno
economico e maggiore professionalità.
A questo punto
c'è da chiedersi quanti
degli attuali carrozzieri indipendenti saranno in grado di
affrontare queste sfide e vincerle.
La situazione è sotto gli occhi di tutti! Con il progressivo e
rapido esaurimento del parco circolante di auto di vecchia
generazione a
seguito delle sempre maggiori pressioni contro l’inquinamento,
gli incentivi alla rottamazione e la
sensibile diminuzione degli
incidenti, i carrozzieri si
troveranno a intervenire su
vetture di nuova generazione la cui tecnologia (diagnostica, settaggio degli errori, tecniche riparative più sofisticate) è
prerogativa quasi esclusiva del costruttore e della sua rete
(autorizzati – fiduciari) con l'aggravante del minor lavoro a
causa della diminuita sinistrosità.
Qualcuno ha accennato
ai consorzi che potrebbero risolvere i problemi per chi non ha
la possibilità di adeguarsi.
Riteniamo
che tali forme di aggregazione possano risolvere solo in parte
il problema, solo chi si riunisce
in un’unica struttura potrà garantire servizi completi,
qualità delle prestazioni e sarà in grado di vincere la sfida
del mercato.
Quindi - senza aver
bisogno della sfera di cristallo, analizzando
l’attuale composizione delle carrozzerie in Italia (che gli
ultimi dati stimano in circa 17.500) si può affermare come
circa il 15% (2500) ha già le caratteristiche necessarie per
strutture, impianti, Know how, un altro 35% circa (6000) ha le
potenzialità, ma necessita di un’ulteriore sforzo
imprenditoriale, adeguamento delle strutture, degli impianti,
nella formazione e nell’aggiornamento (tenuto contro che
l’accesso all’informazione presso i costruttori oggi è possibile - anche se a
pagamento).
Il rimanente sarà destinato a
scomparire.
In
conclusione, senza fare del catastrofismo, analizzando la composizione
delle carrozzerie nel nostro paese, si ritiene che fra qualche anno potranno
rimanere sul mercato non più di 8 – 9000 carrozzerie, molte
delle quali oltretutto saranno (autorizzate – fiduciarie)
delle varie case automobilistiche.
Cosa vuole il cliente nella fase successiva all'acquisto del
veicolo (manutenzione e riparazione in caso di guasto o
sinistro)?
Secondo l’ultimo
rapporto del CENSIS l’utente italiano passa nel 2003 più tempo
in auto che non nel 2002.
Nella vettura cerca
tutta una serie di servizi che gli consentano di trascorre il
tempo in modo piacevole:
-
Climatizzazione
-
Confort
-
Lettori dvd
-
estetica
Chiede inoltre:
sicurezza e
affidabilità totale
Dopo l’acquisto però
non vuole tirar fuori più una lira per manutenzione o
inconvenienti vari.
Ma … se proprio lo
deve fare… vuol sapere di che morte deve morire.
Riteniamo molto valide le formule che offrono la manutenzione
ordinaria (cambio olio, filtri, controllo livelli, pastiglie
freni ecc.) a un prezzo predefinito tutto compreso.
Altra forma vincente sono le garanzie
estese (anche fino a 5 anni) parte dei quali, magari coperti
da garanzia assicurativa.
Anche in caso
d’incidente il cliente non vuole problemi relativi al rimborso
del costo della riparazione, chi riesce ad offrire
tale servizio (carrozziere – Assicurazione) ha l’arma vincente
per ottenere il suo consenso (fidelizzazione) a patto però di
essere in grado di conoscere bene le regole del gioco …. e qui
ritorniamo alla figura dell’artigiano/imprenditore e della
necessità che ha di doversi tenere costantemente aggiornato e
preparato.
Estratto Symposio Ibis 2004