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a cura di Zuliani Valter Giorgio

 

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NUOVE TECNOLOGIE COSTRUTTIVE E RIPARATIVE

(La ricaduta delle nuove tecnologie costruttive sul lavoro e sul mercato dell'autoriparatore)

 

 

Le vetture costruite oggi dalla case automobilistiche sono completamente diverse per materiali e tecnologia rispetto a quelle di qualche anno fa.

 

E’ la conferma di come oggi e nel prossimo futuro l’industria veicolistica affronta le sfide di mercato.

Le norme più sempre più restrittive, l’impiego di nuovi materiali, i mutati gusti estetici del cliente, hanno portato, già da qualche anno, ad una vera e propria rivoluzione progettuale e costruttiva nel modo di fabbricare l’auto.

Le soluzioni adottate sono pressoché generalizzate per tutte le case costruttrici, indipendentemente dal segmento di veicolo.

A fronte di questi aspetti tecnici, occorre rilevare come "L’auto tecnologica è si bella e sicura, però costa cara all’assicurazione" (non parliamo ovviamente del costo di listino).

 

L’impiego sempre più diffuso dell’elettronica:

  • centraline (di comando e controllo)

  • Computer di bordo,

  • airbag ecc.

Inoltre!

L'utilizzo di ricambi cosi detti "estetici", come paraurti e modanature in tinta con il resto della carrozzeria, il rischio di rovinare la macchina al minimo urto aumenta notevolmente; (basta un semplice contatto da parcheggio per sostituire spesso pezzi interi di carrozzeria i cui costi non sono poi tanto modesti).

Anche se nessuno lo sottolinea, l’evoluzione dell’auto è in effetti una delle cause che influisce maggiormente sui costi dei sinistri.

Pertanto! in futuro avremo ottimi prodotti, ma che incideranno sempre più i costi di riparazione.

 

 

Come l'autoriparatore svilupperà ed evolverà la propria attività futura; chi potrà operare?

 

L’attività di autoriparatore ha subito in questi ultimi anni notevoli cambiamenti tecnologici e imprenditoriali.

Le leggi sempre più restrittive e le esigenze di mercato hanno obbligato l’artigiano carrozziere a diventare sempre più imprenditore.

Molti ce l’hanno fatta, altri no.

In generale si può dire che al notevole cambiamento di mentalità (al quale ha contribuito in modo positivo l’ex accordo ANIA/Carrozzieri) non è seguita un’azione altrettanto efficace nell’aggiornamento tecnico e culturale.

Abbiamo visto come intervenire oggi su una vettura sia molto più complicato che non qualche anno fa, inoltre se non si conoscono bene le corrette procedure si rischia di fare più danni che benefici, (vedi alluminio).

Al carrozziere - oggi - viene richiesta qualità nelle riparazioni, garanzia e sicurezza, ma anche servizi.

Non basta più saper (solo) riparare bene l’auto, occorre anche gestire (relativamente alla riparazione) le problematiche del cliente nei confronti dell’assicurazione.

Per fare tutto ciò, oltre a strutture adeguate e attrezzature specifiche, occorrono risorse, impegno economico e maggiore professionalità.

A questo punto c'è da chiedersi quanti degli attuali carrozzieri indipendenti saranno in grado di affrontare queste sfide e vincerle.

La situazione è sotto gli occhi di tutti! Con il progressivo e rapido esaurimento del parco circolante di auto di vecchia generazione a seguito delle sempre maggiori pressioni contro l’inquinamento, gli incentivi alla rottamazione e la sensibile diminuzione degli incidenti, i carrozzieri si troveranno a intervenire su vetture di nuova generazione la cui tecnologia (diagnostica, settaggio degli errori, tecniche riparative più sofisticate) è prerogativa quasi esclusiva del costruttore e della sua rete (autorizzati – fiduciari) con l'aggravante del minor lavoro a causa della diminuita sinistrosità.

Qualcuno ha accennato ai consorzi che potrebbero risolvere i problemi per chi non ha la possibilità di adeguarsi.

Riteniamo che tali forme di aggregazione possano risolvere solo in parte il problema, solo chi si riunisce in un’unica struttura potrà garantire servizi completi, qualità delle prestazioni e sarà in grado di vincere la sfida del mercato.

Quindi - senza aver bisogno della sfera di cristallo, analizzando l’attuale composizione delle carrozzerie in Italia (che gli ultimi dati stimano in circa 17.500) si può affermare come circa il 15% (2500) ha già le caratteristiche necessarie per strutture, impianti, Know how, un altro 35% circa (6000) ha le potenzialità, ma necessita di un’ulteriore sforzo imprenditoriale, adeguamento delle strutture, degli impianti, nella formazione e nell’aggiornamento (tenuto contro che l’accesso all’informazione presso i costruttori oggi è possibile - anche se a pagamento).

Il rimanente sarà destinato a scomparire.

In conclusione, senza fare del catastrofismo, analizzando la composizione delle carrozzerie nel nostro paese, si ritiene che fra qualche anno potranno rimanere sul mercato non più di 8 – 9000 carrozzerie, molte delle quali oltretutto saranno (autorizzate – fiduciarie) delle varie case automobilistiche.

 

Cosa vuole il cliente nella fase successiva all'acquisto del veicolo (manutenzione e riparazione in caso di guasto o sinistro)?

 

Secondo l’ultimo rapporto del CENSIS l’utente italiano passa nel 2003 più tempo in auto che non nel 2002.

Nella vettura cerca tutta una serie di servizi che gli consentano di trascorre il tempo in modo piacevole:

  • Climatizzazione

  • Confort

  • Lettori dvd

  • estetica

Chiede inoltre: sicurezza e affidabilità totale

Dopo l’acquisto però non vuole tirar fuori più una lira per manutenzione o inconvenienti vari.

Ma … se proprio lo deve fare… vuol sapere di che morte deve morire.

Riteniamo molto valide le formule che offrono la manutenzione ordinaria (cambio olio, filtri, controllo livelli, pastiglie freni ecc.) a un prezzo predefinito tutto compreso.

Altra forma vincente sono le garanzie estese (anche fino a 5 anni) parte dei quali, magari coperti da garanzia assicurativa.

Anche in caso d’incidente il cliente non vuole problemi relativi al rimborso del costo della riparazione, chi riesce ad offrire tale servizio (carrozziere – Assicurazione) ha l’arma vincente per ottenere il suo consenso (fidelizzazione) a patto però di essere in grado di conoscere bene le regole del gioco …. e qui ritorniamo alla figura dell’artigiano/imprenditore e della necessità che ha di doversi tenere costantemente aggiornato e preparato.

 

Estratto Symposio Ibis 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pagina aggiornata al 25-08-04

 

 

 

 


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