Mini portale d'informazione sul mondo delle assicurazioni, la riparazione, la stima e la liquidazione dei danni agli  autoveicoli - a cura di Zuliani Valter Giorgio

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dicembre 2008
Il "tempario" del carrozziere
 
 

Il tempario di riparazione, questo sconosciuto....

 
 

Ce la vogliamo dire propria tutta?

State attenti però se decidete di leggere tutto quello che segue rischiate che qualcosa non sia di vostro gradimento.

Se siete un carrozziere vi consiglio - però - di continuate perchè alla fine vedrete che, almeno sui concetti base dei ragionamenti che ci hanno ispirato, ci troveremo d'accordo ... almeno ce lo auguriamo.

 

Cade l'accordo Ania-Carrozzieri, cade il tempario, cade l'accordo con i periti, cade... cade... cade.... Storia vecchia!

Tizio, dell'organizzazione tale dice, piangendo lacrime amare: "mi hanno rotto il giocattolo". Caio, della tal altra organizzazione, si dispera perché assieme all'acqua sporca hanno buttato via anche il bambino.

Sempronio che rappresenta una minoranza, ma che comunque è riuscito, dopo un'estenuante fatica per darsi visibilità, piange lacrime di coccodrillo pensando che tutto sommato lui in quel contesto non ne aveva ricavato personalmente alcun vantaggio.

Siamo nel 2003, cavolo come passa il tempo, bel sei anni. Tizio si presenta sul palcoscenico e tuona: "rivoglio il mio giocattolo, magari aggiustato", Caio, compare al suo fianco e sbraita con quanto fiato ha in gola, che: "è ora di finirla di prendere in giro la categoria" (dei carrozzieri n.d.r.). Sempronio, rimane dietro le quinte, non se la sente d'intervenire, rimane muto e tranquillo ad ascoltare gli applausi della platea.

Poco più in la il referente, portavoce della potentissima lobby degli assicuratori, nascosto agli sguardi dei presenti si lecca il suo ciupa ciupa, sorridendo sotto i baffi, tanto sa che il tempo trascorso durante il quale le "prefiche" (non è una brutta parola, significa le donne che piangono ai funerali), di disperano, qualche gruppo della sua organizzazione, favorito anche da alcune norme politiche, ha avuto tutto il tempo di preparare la tortina ai carrozzieri. 

 

Tizio, Caio e Sempronio a furia di tuonare e sparare hanno nel frattempo terminato le cartucce, sanno che dovranno lasciare il campo a qualcun altro, con gli ultimi barlumi di lucidità, cercano di salvare il salvabile e con le vene giugulari che paiono esplodere, tuonano che la tariffa oraria di mano d'opera va alzata, nessuno ce la può imporre, tanto meno le assicurazioni.

La platea applaude per circa 20 minuti alimentata dalla clac dei fedelissimi e le cose vanno avanti così senza un vero progetto a difesa o sostegno della categoria.

 

Adesso che vi siete divertiti, passiamo alle cose serie.

A sei anni dalla caduta del'accordo la situazione è questa per quanto riguarda i principali capitoli d'interesse del carrozziere: Tempi di riparazione e costo orario della mano d'opera, in un secondo tempo parleremo anche dei ricambi.

Sei anni sono lunghi, il carrozziere ha aspettato indicazioni operative, riferimenti, informazioni e strumenti su come operare o meglio regolarsi invano.

E' mai possibile che una categoria che ha un potenziale enorme da poter esprimere a livello sociale, economico e politico, non sia stata capace, in questo lasso di tempo, di creare qualche cosa per contrastare quello che oggi viene definito lo strapotere del mercato assicurativo che è ormai giunto ad imporre direttamente tariffe proprie e indirettamente (per il momento) i tempi di riparazione?

Fino a prova contraria, mi sembra siano ancora i carrozzieri a riparare le vetture. Bene! ma se è così, perchè l'artigiano/imprenditore non dispone di un suo tempario (da carrozziere), chi  meglio di lui conosce la tecnica riparativa, le attrezzature necessarie, i prodotti, chi meglio del carrozziere sa quanto gli costa l'operaio "a", "b", "c", chi meglio del carrozziere conosce quali e quante sono le spese che deve sostenere per mantenere attiva ed in efficienza la propria attività?

Quale legge divina costringe questo artigiano a sottostare a regole scritte da altri che si ripercuotono sul proprio lavoro e che in un non molto lontano futuro potrebbero essere imposte e gestite direttamente dal committente (non utente) come meglio crede. Mi riferisco a quello che è già una realtà: il preventivo on-line, uno strumento messo a disposizione dal committente (flotte, assicurazioni ecc.).

Se permettete io Voglio un mio "tempario" di categoria che mi serva, anche come confronto (e conforto) per poter operare al meglio, riparare offrendo sicurezza e garanzia, ma ad un equo prezzo e non da strozzinaggio o di sopravvivenza. 

 

Stiamo diventando troppo seri, allora divertiamoci ancora un pò.

 

Tizio, Caio e Sempronio sempre più disperati, ma anche incazzati vedendosi attaccati frontalmente, sostengono che il tempario attuale (quello che il mercato offre) è anche quello dei carrozzieri, basandosi su fonti comuni residuate da quello dell'accordo decaduto.

Nulla di più sbagliato! L'attuale tempario altro non è che la continuazione di vecchie regole messe insieme oltre dodici anni fa, e che addirittura si rifà a tecniche riparative, attrezzature e prodotti degli anni '90.

Scusate! ma qualcuno ha idea di quali e quanti sono stati i cambiamenti nelle tecniche costruttive, nei materiali, nelle attrezzature e nei prodotti  riferendosi solamente agli ultimi cinque anni? Intervenire su un danno estetico, è uguale? riparare  l'alluminio è uguale?, intervenire sui vari tipi di acciai alto resistenziali è uguale? e via di seguito.

Chi rappresenta la categoria deve difendere l'interesse collettivo, che in questo caso è rappresentato da un metodo di calcolo certo della tariffa di mano d'opera e da un tempario dei "carrozzieri" aggiornato costantemente, uno strumento che sia trasversale a tutte le confederazioni, utilizzabile da tutti i carrozzieri e non solo dagli "associati" di quella o tal altra organizzazione. Deve essere uno strumento credibile i cui contenuti siano sostenibili nei confronti di chicchessia.

Vi piace il progetto? Magari ci fosse uno strumento così!

 

Bene! Non solo oggi c'è, ma è addirittura supportato e integrato da un software che è in grado di andare oltre, cioè di "oggettivare" la produzione dei tempi e (volendo) anche del preventivo del danno fornendo un risultato finale certo, ripetibile indipendentemente da chi lo stà adoperando. Voi capite l'enorme salto di qualità e trasparenza. In teoria anche l'utente stesso può essere in grado di auto preventivarsi il danno, ma lo stesso risultato lo può ottenere il perito, l'impiegato della compagnia tale, della flotta, ecc..

Qual'è il segreto di questo sistema rivoluzionario che toglie l'alea della soggettivazione all'elemento umano? E' un sofisticato software grafico che è in grado di "leggere" e dimensionare la superficie di un veicolo in tutto o in parte e conseguentemente, con le regole note, di fornulare il tempo di riparazione. Anche la preventivazione di un danno può seguire la stessa logica quantificandone il costo sulla scorta delle informazioni raccolte tramite la fotografia digitale o interfaccia grafica in 3D (tredimensioni).

Scusate se è poco, ma per arrivare a questo risultato ci sono voluti almeno venti anni di studi, collaborazioni con varie università, un brevetto e un notevole investimento economico.

Adesso capite perchè è necessario un tempario degli autoriparatori?, uno strumento del genere può  essere utilizzato da chiunque con estrema semplicità, quello che fa la differenza sono le regole e i tempi che il motore va a pescare per produrre il risultato finale.

 

 

 
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