Mini portale d'informazione sul mondo delle assicurazioni, la riparazione, la stima e la liquidazione dei danni agli  autoveicoli - a cura di Zuliani Valter Giorgio

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I TEMPARI 
 
Esplode la moda dei "Tempari"
L'Italia oltre che essere famosa nel mondo per la moda e lo styling, lo sarà anche per la quantità dei tempari di riferimento per l'autoriparazione.
Dopo vent'anni di tempario unico delle assicurazioni e oltre 15 di quello comune tra Assicurazioni e Organizzazioni di Categoria, residuato dell'ex accordo, stiamo assistendo all'esplosione dei tempari.
Mai come in questi ultimi tempi giungono notizie da più parti di tempari  che sono o che stanno per essere messi in circolazione da soggetti vari, alcuni addirittura con interessi contrapposti tra loro: associazioni di categoria e Assicurazioni.
Oggi tutti vogliono il loro tempario; Associazioni (magari ognuna il suo), Assicurazioni (magari ognuna il suo), Carrozzieri (magari uno per ogni zona geograficamente omogenea), case di software (magari ognuna il suo), periti (magari uno per sigla).
Libera concorrenza è avere molteplicità di strumenti, sosteneva l'Antitrust quando ha fatto bandire l'accordo tra l'Ania e le Confederazioni Artigiane dei Carrozzieri ivi compreso il tempario comune.
Questa è stata la più grande fesseria che sia mai stata fatta, mettere al bando uno strumento tecnico che con grande fatica era stato messo insieme tra le opposte fazioni degli assicuratori e dei riparatori, operazione tipica di burocrati che non solo nulla capiscono di tecnica riparativa, ma probabilmente anche di opportunità e regole commerciali che producono risultati omogenei prevedibili e controllabili. La deregulation in questo caso non ha aiutato il consumatore, ne le assicurazioni, ne lo stesso riparatore, è caos che sfugge a tutte le regole e alle previsioni di spesa.
Uno strumento tecnico di riferimento è fine a se stesso, esiste in ogni categoria che abbia a che fare con lavorazioni complesse e codificate. Il prodotto auto viene costruito perlopiù in serie con materiali e tecniche ben definiti nel progetto. Ogni casa costruttrice ha e mette ha disposizione (a pagamento) un suo tempario di riferimento che è specifico per quel prodotto. Chi sostiene che il tempario del costruttore non è valido per il carrozziere indipendente, può trovare d'accordo molti (compreso il sottoscritto), ma non può prescindere da questo. Un tempario per essere valido si deve basare su regole tecniche, dimostrabili, sostenibili, le operazioni in esso descritte sono codificate e devono essere ripetibili da chiunque con risultati il più vicino possibile a quelli di riferimento, non essere lo strumento che accontenta l'una o l'altra parte, ma sopratutto, chi si occupa di gestire un tempario, non lo deve adattare assecondando le esigenze del committente, questo modo di comportarsi svaluta quello che di buono ci potrebbe essere nello strumento gettando discredito anche su quelli che potrebbero essere validi erga omnes. 
Aspettiamo e vediamo quello che succederà, certo che sarei curioso di sapere quello che potrebbe accadere qualora un giudice dovesse chiedere conto e spiegazioni sull'esposizione dei tempi di mano d'opera attribuiti per effettuare una certa operazione riparativa su un'autovettura e quale potrebbero essere le riposte: "perchè è frutto di regole codificate oltre quindici anni fa?..." (oggi non più riconosciute). Come se nel frattempo il prodotto auto fosse rimasto immutato nel progetto, nei materiali e nelle tecniche costruttive; "perchè è stato costruito da chi rappresenta i riparatori di auto? " (sempre basato sulle stesse regole, anche se con valori leggermente diversi); "perchè è stato progettato da centri o laboratori tecnici delle Assicurazioni?". Nessuno di questi sarebbe in grado di dimostrare l'obiettività dei loro dati. Perchè allora qualcuno non fa il "Tempario dei tempari"? Il supertempario, la bibbia dell'autoriparatore, del perito e delle assicurazioni; il "Tempario Tecnico", quello che prende spunto dai tempi di chi quella macchina l'ha progettata e la conosce nei minimi dettagli e su questi ci costruisce le regole per la riparazione secondo le norme di sicurezza imposte dallo stesso costruttore, pur tenendo presente che gl'interventi di riparazione del carrozziere essendo artigianali non possono essere standardizzati a quelli costruiti in laboratorio dalla stessa casa costruttrice. Un tempario con regole così costruite sarebbe incontestabile a patto che quelle stesse regole vengano gestite e applicate mediante automatismi che, per quanto sia possibile, esulino dalla volontà dell'operatore. Solo così si otterrebbe un risultato "tecnico" e "oggettivo" e, con i giusti margini di elasticità, ripetibile da chiunque faccia il mestiere di carrozziere o si occupi della stima di un danno. 
Altrimenti, avanti di questo passo, oltre alle Assicurazioni, ai Carrozzieri, ai Periti, alle case si software, ecc., anche i consumatori avrebbero diritto a un loro tempario di riferimento che gli consenta - quanto meno - una verifica sui margini di discrezionalità adottati da tizio o caio.

N.B. Noi le regole le abbiamo ben chiare, manca qualcuno che creda nel progetto per lo sviluppo di un prodotto che sia finalmente super partes. Forza e coraggio! 

Gennaio 2011
Autoinforma
     
 

 
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