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Pene più severe per chi guida sotto l'effetto di alcolici e droghe, stretta sui pirati della strada e revoca della patente. Sono questi, in sintesi, i capisaldi del ddl che introduce nel codice penale il reato di omicidio stradale approvato dal Senato. [...]
L'omicidio stradale prevede il carcere fino a 12 anni per chi ha causato la morte di una persona in stato di grave ebbrezza (con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) o sotto effetto di droghe.
Inoltre, sono previsti da 3 a 5 anni per le lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime se il guidatore è ubriaco o drogato.
Più penalizzati sono i conducenti dei mezzi pesanti, per costoro, se guidano sotto effetto di droghe o alzano il gomito, anche in presenza di ebbrezza lieve (tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l ma inferiore a 1,5) saranno applicati gli aggravi di pena per entrambi i reati.
Se il conducente scappa dopo l'incidente scatta l'aumento di pena da un terzo fino a due terzi che, in ogni caso, non potrà mai essere inferiore a 5 anni per l'omicidio e a 3 anni per le lesioni.
Nei casi di condanna o patteggiamento per entrambi i reati viene automaticamente revocata la patente che potrà essere nuovamente conseguita dopo almeno 5 anni (nell'ipotesi di lesioni) e 15 anni (nell'ipotesi di omicidio), ma in caso di fuga dal luogo dell'incidente, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca per riavere il documento di guida.

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