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DesertoQuando un veicolo soffre danni di tale grandezza che lo obbligano a passare per la carrozzeria, il lattoniere è l'attore principale nei primi interventi. Indipendentemente dal tipo di veicolo e della portata dei danni, il suo adattamento professionale è andato via via adeguandosi parallelamente all'utilizzo dei nuovi materiali nei veicoli e, quindi, alle nuove tecniche di lavoro. [...]
Il carrozziere ha il compito di restituire al veicolo le sue condizioni originali in termini di forma e sicurezza. Lo fa da quando le carrozze di trasporto dei passeggeri, la cui unica finalità era la mobilità, si trasformarono in veicoli più moderni, nei quali cominciò a riscuotere importanza anche la protezione degli occupanti. Può considerarsi che il boom dell'automobile ebbe luogo negli anni Sessanta del secolo scorso, e proprio in quel periodo il carrozziere cominciò a sviluppare il suo lavoro. In quegli anni, i veicoli erano fabbricati in lastra di acciaio, senza nessuna classificazione speciale; cioè, era acciaio convenzionale o dolce. La riparazione di questi veicoli era alquanto artigianale e il risultato finale era perlopiù merito dovuto all’abilità manuale dell’operatore. Le parti di ricambio, molto costose, avevano tempi lunghi prima di arrivare in carrozzeria, per cui la tendenza naturale era quella di riparare e di evitare la sostituzione, nei limiti del possibile, anzi quando tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. A partire dagli anni Ottanta, si ha la prima vera rivoluzione nella riparazione di veicoli, con l’introduzione di due nuovi processi e relativi attrezzi per il lattoniere. Le attrezzature ossiacetileniche sono sostituite da equipaggiamenti per la saldatura con punti di resistenza e con arco continuo, che aumentano il controllo e il risultato finale, limitando il riscaldamento, che causa distorsioni alle zone limitrofe e migliorano la finitura del pezzo senza interventi successivi, e la tecnica di riparazione dei pannelli con attrezzatura spot, basata fondamentalmente su saldatura di chiodi o viti, che permettono il ripristino del danno dall’esterno quando non sia possibile intervenire con tasso e martello.

La versione completa dell'articolo è disponibile sul numero cartaceo di giugno/luglio di ioCarrozziere 2016.

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