2cvRipercorriamo il restauro completo di una Citroën 2 CV. Già durante i primi anni Trenta André-Gustave Citroën aveva pensato alla possibilità di costruire una vettura utilitaria dai bassi costi per favorire la diffusione di massa, ma il progetto venne accantonato in favore della ben più costosa Traction Avant che di fatto causò l’estromissione dello stesso fondatore dalla casa del “double chevron”. [continua]
L’idea venne rispolverata qualche anno dopo dal nuovo direttore Citroën, Pierre-Jules Boulanger, che affidando l’incarico all’allora direttore dell’ufficio tecnico Maurice Brogly ne indicò i principi fondamentali piuttosto curiosi: la vettura doveva poter trasportare due contadini in zoccoli e 50 kg di patate o un barilotto di vino e raggiungere una velocità massima di 60 km/h con un consumo massimo di 3 lt di benzina per 100 km. Non solo, la vettura doveva avere bassi costi di esercizio e una manutenzione ordinaria alla portata anche di persone inesperte, inoltre doveva essere semplice da condurre e le sospensioni, oltre a garantire un comfort indiscutibile, dovevano consentire di attraversare un campo arato senza rompere le uova contenute in un paniere. Infine, cosa più curiosa, il conducente doveva poter salire a bordo con il cappello in testa! Così prese via il progetto T.V.P., acronimo di “Très Petite Voiture”, vale a dire vettura piccolissima. follow site source site L'articolo completo è visionabile sula rivista ioCARROZZIERE. follow link rencontre filles nigeria