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Dopo tante discussioni, modifiche legislative, diatribe tra chi la vuole e chi ne farebbe a meno, alla fine verrà la scatola nera, il grande fratello che tutto vede e tutto controlla. Ci siamo chiesti, ma a chi serve veramente la scatola nera? La risposta non ci ha sorpeso più di tanto, basta analizzare i vantaggi e gli svantaggi tra i vari soggetti coinvolti, per rendersi conto che gli unici ad aver vantaggio di tale strumento sono le compagnie di assicurazione [...]

In effetti i vantaggi per il consumatore si riducono esclusivamente allo sconto iniziale (modesto) sul premio di polizza RCA, ma per contro si devono pagare le spese di funzionamento (almeno stando all'ultima versione dell'articolato di legge), mentre le compagnie di assicurazioni hanno la possibilità di crearsi banche dati sui comportamenti di guida, sulle percorrenze, sulle casistiche d'incidenti nelle più svariate situazioni: temporali, geografiche, di traffico, oltre ovviamente la lettura dei dati conseguenti ad un incidente stradale: velocità, decelerazioni, frenate, attivazione delle apparecchiature visive (luci, stop, frecce, ecc.). Quindi al controllo delle frodi, ma chi monta la scatola nera non froda l'assicurazione.

La lettura dei dati a seguito d'incidente espone, anche chi apparentemente ha ragione, a interpretazioni o sollevazioni di eccezioni relativamente alla responsabilità da parte dell'assicurazione: è abbastanza facile attribuire una parte di responsabilità, magari perchè, pur avendo il diritto di precedenza si viaggiava a 60 km/h anzichè 50. I cavilli si trovano sempre, ma anche se si viaggiasse a 50 km/h una compagnia potrebbe eccespire che occorreva moderare ulteriormente la velocità nell'approssimarsi all'incrocio, come prescrive il codice della strada. Come si può vedere l'utilizzo dei dati raccolti espone, anche chi in buona fede a in trasparenza ha ritenuto di accettare l'installazione di tale strumento.

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