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Sogni o realtà, verrebbe voglia di dire dopo aver visto quello che proponeva l’Autopromotec quest’anno. Chi si aspettava cose nuove, particolari è rimasto deluso: alcuni dei più grandi marchi di attrezzature e prodotti erano assenti. Molte le aziende che proponevano soluzioni miracolose, per il maquillage del veicolo, la toelettatura degli interni, ma poche soluzioni per l’autoriparazione degne di questo nome. Appiattimento generale, sarà la crisi economica, ma forse, anche delle idee che non ha prodotto nessuna spinta evolutiva verso soluzioni innovative, limitandosi a modificare vecchi sistemi...

Anche i personaggi sono sempre gli stessi che continuano a proporre soluzioni, quasi miracolose, per l’autoriparatore garantendo lavoro e facendo apparire nuovo quello che è già stato sperimentato abbondantemente in passato. Associazioni alla caccia di consensi attraverso l’estremizzazione di concetti che colpiscono, più che la ragione, la pancia dei carrozzieri, tanto si sa che nella massa si racccoglie sempre un certo numero di adesioni, basta dare al popolo dei carrozzieri quello che vuole sentire. Occupare uno spazio nei capannoni è diventato per alcuni quasi un rito fine a se stesso per dimostrare di esistere ancora, ma senza alcun valore aggiunto.

Poche le iniziative veramente valide e utili per aiutare a far meglio capire quella che è la realtà attuale degli artigiani e le conseguenti scelte più opportune da fare, anche tecnologiche. Pochi sono oggi i carrozzieri attivi nell’innovare, occorre stimolarli con informazioni concrete sulle strategie aziendali da intrapprendere per poter rimanere sul mercato, su cosa ci prospetta il futuro, riferito all’auto e al mercato assicurativo, riferimento inevitabile per chi fa questo mestiere, tenuto conto che le assicurazioni pagano direttamente circa il 70% delle riparazioni. Sono mancate iniziative circa i suggerimenti di come la categoria dovrebbe affrontare nel complesso i rapporti con le istituzioni, i grandi clienti (assicurazioni), i fornitori, i costruttori, su quali obiettivi puntare, invece di disquisire su episodi giudiziari, gestionali o lanciare proclami. Sono mancati i grandi temi che andrebbero affrontati a livello eruropeo e nazionale per rivoluzionare e rilanciare la categoria: temi di  tecnica riparativa (qualità), economici sia nella valutazione dei danni che nei costi aziendali,  di pressione verso le istituzioni preposte per una vera liberalizzazione del mercato e l’eliminazione della posizione dominante di alcuni gruppi assicurativi. Queste sono le vere battaglie che fanno vincere la guerra, il resto è cortina fumogena o interesse privato. Al carrozziere serve sana e corretta informazione.

Giovanni Alberino

PRODUZIONE RISERVATA

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