"Chi non impara non cresce e chi già sa, si aggiorni!"

Elettrico, troppe colonnine di ricarica…

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… si, ma in Giappone.
La diffusione delle auto elettriche è condizionata da vari fattori, uno dei quali riguarda le infrastrutture di ricarica, ancora carenti nel nostro Paese. Si dice che chi parte dopo è avvantaggiato dal fatto che può sfruttare le esperienze fatte da altri. E’ pur vero che la rete delle infrastruttre per la ricarica dei veicoli elettrici dovrebbe essere proporzionata al numero di veicoli circolanti, ma è necessario che abbia anche una diffusione capillare sul territorio per offrire un servizio, almeno nelle principali arterie, tenuto conto dell’autonomia di tali veicoli.

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Perplessità sulla mobilità elettrica

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Ormai la scelta è stata fatta, almeno per quanto riguarda la mobilità, con l’abbandono graduale dei motori a combustione interna verso l’elettrico. Una scelta così importante e coinvolgente l’intero nostro pianeta per i prossimi 20-30 anni, non può essere effimera e cambiare i propri obiettivi anche di fronte alle molte perplessità espresse da più parti sul vantaggio ambientale, economico e industriale, così come è stato prospettato dalle strategie e scelte politiche.

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Lunga vita ai meccatronici

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La nuova mobilità, soprattutto elettrica, penalizza chi sulle vetture svolge la maggior parte del proprio lavoro: la manutenzione ordinaria.
Tutto è ormai orientato al “green” per la salvaguardia del pianeta e i mezzi di trasporto con le motorizzazioni attuali contribuiscono in modo consistente al deterioramento del clima.
La transizione ecologica e tecnologica dei veicoli è già iniziata e le prospettive future sono ormai tracciate sia a livello politico sia industriale per i prossimi 5 – 10 anni e oltre. E’ evidente che a fronte di questo cambiamento deve far riscontro tutta la filiera che gira attorno al nuovo modo di concepire la mobilità e questo, soprattutto in Italia, registra ancora molte resistenze. Una delle ragioni, se non la principale, è sicuramente dovuta alla tipologia di parco circolante che vede ancora un numero molto elevato di veicoli “tradizionali” e ancora un numero esiguo di quelli elettrici.

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Mercedes, dal 2025 solo elettrico

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Meccatronica e manutenzione auto

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La transizione ecologica, ormai ineluttabile, lascia ben poco spazio ad eventuali ripensamenti in ordine al disimpegno delle case automobilistiche circa le motorizzazioni tradizionali endotermiche. Le date prefissate per il contenimento delle emissioni in atmosfera di CO2, sia dalla Commissione Europea che dalle iniziative nazionali, regionali e comunali sulla mobilità, sono state stravolte dalle decisioni di alcuni gruppi automobilistici che hanno addiritttura anticipato le decisione di non produrre più veicoli alimentati a combustibili fossili. Ultimo dei quali è Stellantis che proprio da pochi giorni ha comunicato ufficialmente che dal 2027 verranno vendute solo auto elettriche per alcuni brand del gruppo.

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Elettrico, ricarica mobile

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La mobilità elettrica è sempre più diffusa, soprattutto nei grandi centri urbani. Per la gestione della ricarica di questi veicoli servono soluzioni in grado di assicurare prestazioni affidabili e veloci. Intec, amplia la sua offerta in ambito di energy management con il nuovo CTEK NJORD GO, specifico per i veicoli elettrici. Si tratta di una stazione di ricarica portatile all-in-one che, non richiedendo alcuna installazione, rappresenta una pratica alternativa alle wallbox.

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Benzina e diesel, addio!

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Tutti lanciati verso la mobilità elettrica, anche se allo stato attuale l’impatto verso i consumatori non è dei più favorevoli. Almeno per quanto riguarda alcuni Paesi e zone geografiche che presentano ancora troppe difficoltà per le ricariche e l’autonomia. Poco importa, il processo iniziato non si ferma è su questa linea anche il ministro delle Infrastrutture e trasporti della mobilità Enrico Giannini, che in un’intervista a ‘la Repubblica’ ha dichiarato l’addio alle auto a benzina e diesel entro il 2040. “Nel governo stiamo ancora ragionando. Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissato il limite al 2030. Altri al 2040. A luglio arriverà l’indicazione della Commissione Europea.

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ANIASA fa il punto della mobilità

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Dall’analisi effettuata da Bain & Company per conto di Aniasa, gli italiani sono tornati a muoversi come nel periodo pre-COVID. L’auto resta il mezzo preferito per gli spostamenti (2 su 3 la usano abitualmente), mentre i trasporti pubblici faticano ad essere competitivi. Il maggiore utilizzo di auto non si sta traducendo in maggiori vendite, anzi la campagna contro le alimentazioni diesel e benzina ha penalizzato il mercato e l’elettrico oggi viene acquistato quasi esclusivamente nelle metropoli del Centro-Nord Italia e dalle flotte aziendali. Con il graduale ritorno al lavoro in presenza, le forme alternative di mobilità (monopattini ed e-bike, su tutte) risultano meno utilizzate rispetto alle aspettative.

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“L’uovo di Colombo” per le auto elettriche

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Le auto elettriche sono in continua e rapida evioluzione, tutto quello che contribuisce a migliorarne le prestazioni e l’efficienza è benvenuto. Non ultimo, ma sicuramente interessante è l’introduzione di una sorta di cambio a due rapporti, anche se per le caratteristiche di erogazione della coppia dei motogeneratori elettrici, non è un’esigenza imprescindibile, esistono molti modelli dotati di una trasmissione a due rapporti, funzionale a ottimizzare l’efficienza del motore elettrico soprattutto alle velocità più elevate.

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Auto elettriche e usato “sicuro”?

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È il momento della mobilità elettrica. Nazioni, amministrazioni locali, legislazioni sempre più severe nei consumi e nelle emissioni hanno costretto i costruttori di veicoli a cambiare le linee produttive investendo decine di miliardi sulle piattaforne adibite alle auto elettriche. Tutto è orientato a sensibilizzazre il consumatore verso l’acquisto di veicoli a basso imapatto energetico e l’elettrico è quello che maggiormente ne beneficia. Fra 5-10 anni si stima che i veicoli elettrici o comunque quelli ad energie alternative nel 2035 copriranno l’80% dei veicoli circolanti rispetto quelli a benzina e a diesel. Molti si sbizzariscono nell’enfatizzare la validità di queso genere di mobilità elencandone i vantaggi e le caratteristiche positive.

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