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FCA ricorre al prestito italiano

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Fa notizia che la più importante azienda (Olandese) produttrice di auto in Italia FCA, chieda  un prestito di 6,3 miliardi di euro attraverso Intesa SanPaolo, con le garanzie pubbliche previste dal Governo Italiano per sopperire alla carenza di liquidità, causa pandemia, per tutti i siti produttivi. Ma FCA non ha la sede in Olanda? dove ci paga le tasse? e allora chieda al governo Olandese il finanziamento (!)Ovviamente il responsabile Fca per l’area Emea si è “scantato” a precisare che i soldi saranno impiegati solo per il territorio italiano e precisamente per la filiera dei fornitori ecc.. Bene! e chi controlla che questo sia vero? i funzionari del nostro Governo che non sono neanche stati in grado di gestire e controllare le forniture di materiale sanitario (mascherine, ecc.). E poi, le aziende fornitrici di FCA che hanno perso fatturato in questi mesi non sono già coperte dal prestito o quello a fondo perduto nei due decreti testé emanati dal Governo? Non c’è quindi il rischio che ottengano doppio pagamento: un incentivo istituzionale e un altro pagamento “privato” da FCA? E ancora, i pagamenti di forniture e quant’altro si riferiscono sicuramente al pre coronavirus per il quale gli “incassi” erano ancora intatti, quindi i soldi indipendentemente dal fermo dovrevano essere già stati messi a bilancio… e ancora, fermando la produzione si sono fermate anche le prestazioni e le forniture di terzi (per gli operai c’è la cassa integrazione) per cui quali spese extra devono sostenere? 6,3 miliardi di euro forse facevano più comodo alle aziende “italiane” per allargare le regole del prestito già stanziato.
A parte tutto ciò, non appare immorale che la più importante azienda automobilistica (ex italiana) che opera sul nostro territorio forte dell’impatto negativo che potrebbe avere sul lavoro faccia pressione sul Governo. Meno male che qualche parlamentare italiano non era (virtualmente) d’accordo: “porti la sede in Italia e poi si vedrà” è stato detto.
Il presidente Conte si è però dimostrato possibilista nel concedere il finanziamento a FCA preoccupato (lui) delle ricadute negative sul mercato del lavoro. Politica, equilibrismo con i soldi dello stato. Se si rifiuta il prestito FCA cosa fa? rinuncia al mercato italiano? non produce più le auto da noi? Smantella e se ne va? Ma siamo seri e autorevoli con chi paga le tasse all’estero e ottiene da noi i vantaggi. FCA riporti la sede da noi e poi si vedrà! Pare  però che ormai i giochi siano fatti e FCA otterrà la tanto agognata liquidità.