"Chi non impara non cresce e chi già sa, si aggiorni!"

Green pass anche per chi viaggia

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Elettrico, troppe colonnine di ricarica…

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… si, ma in Giappone.
La diffusione delle auto elettriche è condizionata da vari fattori, uno dei quali riguarda le infrastrutture di ricarica, ancora carenti nel nostro Paese. Si dice che chi parte dopo è avvantaggiato dal fatto che può sfruttare le esperienze fatte da altri. E’ pur vero che la rete delle infrastruttre per la ricarica dei veicoli elettrici dovrebbe essere proporzionata al numero di veicoli circolanti, ma è necessario che abbia anche una diffusione capillare sul territorio per offrire un servizio, almeno nelle principali arterie, tenuto conto dell’autonomia di tali veicoli.

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Auto, usato “informato”

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Nell’acquisto di un’auto usata quello che conta è conoscere la sua storia per quanto riguarda percorrenza, manutenzione e stato d’uso in generale, ma sinora era difficile sapere se il veicolo ha avuto incidenti e di quale portata. Solo le compagnie assicurative e gli istituti di controllo hanno la possibilità di effettuare tali verifiche. Ora anche il privato cittadino può rendersi conto delle condizioni dell’auto e di eventuali riparazioni della carrozzeria a seguito d’incidente.

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Perplessità sulla mobilità elettrica

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Ormai la scelta è stata fatta, almeno per quanto riguarda la mobilità, con l’abbandono graduale dei motori a combustione interna verso l’elettrico. Una scelta così importante e coinvolgente l’intero nostro pianeta per i prossimi 20-30 anni, non può essere effimera e cambiare i propri obiettivi anche di fronte alle molte perplessità espresse da più parti sul vantaggio ambientale, economico e industriale, così come è stato prospettato dalle strategie e scelte politiche.

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Stop alla fabbricazione delle auto

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La carenza delle materie prime e soprattutto della fornitura di microcips, ha messo in crisi il settore dell’automotive.
Se pensiamo che l’elettronica nell’auto pesa per circa il 40%, ci rendiamo conto di quale impatto abbia per il comparto la mancanza di microcips. Significa, allo stato attuale, una diminuzione della produzione di veicoli dichiarata di toyota del 40%, che avrà riflessi anche per il gruppo Stellantis e Wolkswagen.

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Italia prima in classifica

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L’avevamo previsto in tempi non sospetti, ma non così come si è presentata la situazione della produzione industriale nel primo semestre del 2021. Siamo primi nella produzione nazionale ed anche nelle esportazioni nel resto del mondo, soprattutto rispetto ai paesi UE maggiormente industrializzati.
Tutto questo è stato ben evidenziato dal Sole 24ore del 17 agosto, nell’articolo firmato dal Prof. Marco Fortis, Vicepresidente della Fondazione Edison.

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HELLA passa di mano

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Qualche giorno fa vi avevamo annunciato la gara per aggiudicarsi la maggioranza di HELLA. Il semaforo verde è arrivato dopo il ritiro degli altri pretendenti. Ebbene! Faurecia l’ha spuntata e acquisterà il 60% di HELLA, società fondata a Lippstadt nel 1899 dalla famiglia Hueck, per 3,4 miliardi di euro e un corrispettivo in azioni (pari a 13,57 milioni di nuovi titoli). In questo modo gli attuali soci di controllo di HELLA deterranno il 9% della nuova entità. Faurecia poi lancerà un’Opa sul mercato a 60 euro per azione per rilevare il restante 40%.

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Lunga vita ai meccatronici

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La nuova mobilità, soprattutto elettrica, penalizza chi sulle vetture svolge la maggior parte del proprio lavoro: la manutenzione ordinaria.
Tutto è ormai orientato al “green” per la salvaguardia del pianeta e i mezzi di trasporto con le motorizzazioni attuali contribuiscono in modo consistente al deterioramento del clima.
La transizione ecologica e tecnologica dei veicoli è già iniziata e le prospettive future sono ormai tracciate sia a livello politico sia industriale per i prossimi 5 – 10 anni e oltre. E’ evidente che a fronte di questo cambiamento deve far riscontro tutta la filiera che gira attorno al nuovo modo di concepire la mobilità e questo, soprattutto in Italia, registra ancora molte resistenze. Una delle ragioni, se non la principale, è sicuramente dovuta alla tipologia di parco circolante che vede ancora un numero molto elevato di veicoli “tradizionali” e ancora un numero esiguo di quelli elettrici.

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Mercedes, dal 2025 solo elettrico

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