"Chi non impara non cresce e chi già sa, si aggiorni!"

La fine del motore endotermico?

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Chi lo dice che la tranzizione ecologica è la fine delle motorizzazioni endotermiche, sicuramente molti gruppi di costruttori che hanno investito ingenti quantità di risorse economiche sui veicoli elettrici. Rimangono scettici invece altri costruttori e soprattutto chi fornisce componenti per l’auto, che vedono ancora vita nelle motorizzazioni endotermiche evolute per tecnologia e carburanti alternativi. Noi, da queste pagine, abbiamo sempre sostenuto che chi produce compenenti per l’automotive, e l’Italia è uno dei principali produttori, non può abbandonare questo tipo di produzione e commercio, ma che però, contemporaneamente, dovrebbe creare un doppio binario per i veicoli elettrici, che bene o male entreranno sempre più in circolazione, man mano che passono gli anni e ci si avvicina alle date fissate per la fine della transizione.

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Elettrico, quanto mi costi

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Sarà stata la guerra, oppure i maggiori consumi, stà di fatto che l’energia per ricaricare le auto elettriche ha subito un rincaro del 161% rispetto a un anno fa. Solo il segmento più elevato di auto Mild-Hybrid risulta ancora più economica seppur di poco rispetto ai combustibili fossili. Quello che era il requisito principale per il risparmio della mobilità rispetto ai combustibili fossili (si parla del 50-70%) si stà rivelando un boomerang per chi ha acquistato un veicolo elettrico.

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Eppur si muove….

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Non ci riferiamo tanto alla famosa frase di Galileo, ma a quello che sta avvenendo nel mercato della componentistica italiano. Abbiamo assistito nei mesi scorsi a critiche aspre su quello che avrebbe comportato la transizione ecologica e il cambio della mobilità verso i veicoli elettrici. Perdita di posti di lavoro, aziende che chiuderanno, la filiera dell’autonotive e dell’autoriparazione in crisi, richiesta di incentivi al Governo e via di seguito. Noi abbiamo sempre sostenuto che a cambiamenti epocali (e questo lo è) occorrono anche adattamenti, da parte di chi li subisce, altrettanto epocali.

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Alimentazioni alternative: l’idrogeno

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La transizione ecologica prevede a distanza di anni (2035), quasi esclusivamente l’alimentazione elettrica per la mobilità dei veicoli, attraverso la ricarica delle batterie. In realtà esistono sistemi alternativi che consentono la produzione di energia elettrica producendola in proprio dallo stesso veicolo, attraverso l’idrogeno che nel suo ciclo ha un impatto zero, anzi migliora il clima, emettendo allo scarico solo acqua. Inoltre la mobilità con l’idrogeno permette un’autonomia ben superiore a quelle delle full elettriche attuali e, cosa da non sottovalutare consente un rifornimento in soli cinque minuti, anzichè i tempi biblici per la ricarica delle batterie. 

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I tempi dei veicoli elettrici saranno rispettati

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Nel nuovo sondaggio realizzato da Castrol e bp pulse “Switching ON the rEVolution: The road to EV readiness for markets, carmakers and consumers” emerge che la quasi totalità dei manager del settore automotive intervistati (97%) si è dichiarata fiduciosa di riuscire a rispettare le tempistiche relative alla fine della produzione dei veicoli con motore a combustione interna (ICE) indicate dai rispettivi governi.
Ciò nonostante, l’iter che consente di raggiungere tale traguardo non è ancora chiaro: nella ricerca solo il 40% degli intervistati ritiene che la propria azienda sia già pronta per la transizione dai veicoli ICE ai BEV.

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La nuova mobilità elettrica crea disoccupazione?

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Leggiamo ancora per l’ennesima volta sui vari media le critiche per il programma della mobilità del futuro, previsto dal regolamento europeo Fit for 55, che impone agli stati menbri di dismettere la produzione e commercializzazione delle motorizzazioni endotemiche per i veicoli entro il 2035. Lo spauracchio è che lungo il percorso (abbastanza lungo ben 13 anni), si perdano posti di lavori di chi è oggi eccupato nella produzione, manutenzione e riparazione dei veicoli tradizionali.

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La rivoluzione del veicolo elettrico è solo all’inizio

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Chi sostiene che gli attuali veicoli elettrici non presentano problematiche relative all’autonomia, alle infrastrutture, all’affidabilità e alla sicurezza, dice cosa non veritiera. Occorre invece prendere atto che la ricerca su questi veicoli ha fatto passi da gigante, anche se siamo ancora agli inizi di un’era che vedrà il veicolo elettrico raggiungere se non superare le performance e le caratteristiche di sicurezza di quello tradizionale alimentato da combustibili fossili.

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ARVAL ITALIA e MENNEKES vi danno la carica

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Arval Italia in collaborazione con Mennekes provvede i proprio per la ricarica dei veicoli elettrici. Entro la primavera, 600 punti di ricarica di veicoli elettrici, distribuiti su tutto il territorio nazionale, saranno installati presso le sedi del Network di Riparatori preferenziale di Arval Italia, leader nel noleggio a lungo termine di veicoli e in soluzioni innovative di mobilità. Un investimento importante a favore della mobilità sostenibile che la filiale italiana della multinazionale francese, parte del gruppo bancario BNP Paribas, ha deciso di affrontare per fornire un contributo concreto al fine di semplificare la vita degli automobilisti elettrici, che potranno, ad ogni sosta in un Arval Premium Center o Arval Center, ripristinare l’autonomia del proprio veicolo.

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Infrastrutture di ricarica delle auto elettriche in Italia

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Secondo la rilevazione trimestrale di Motsu-E , al 31 marzo 2022 in Italia risultano installati 27.857 punti di ricarica in 14.311 infrastrutture (stazioni, colonnine) e 11.333 location accessibili al pubblico, delle quali, il 77,3% è collocato su suolo pubblico (e.g. strada) mentre il restante 22,7% su suolo privato a uso pubblico (e.g. supermercati, centri commerciali). Rispetto alla precedente rilevazione di dicembre 2021, si registra un incremento di 1.833 punti (+7%).

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La guida dell’auto elettrica

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Ormai anche in Italia la presenza di auto elettriche è una realtà sempre più consistente. Chi sta pensando all’auto elettrica, forse non sa come si guida e quali differenze ci sono rispetto a un Continua a leggere