"Chi non impara non cresce e chi già sa, si aggiorni!"

Semafori a tempo… residuo

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Se ne parla da anni dei semafori col contatore di tempo.  Il regolamento europeo 305/2011, che individua le caratteristiche, i requisiti, le modalità e i termini per l’installazione dei dispositivi countdown nei semafori stradali, necessitava di un decreto che definisse le caratteristiche per l’omologazione e l’installazione. Con comunicazione del 6 settembre 2022, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giovannini, ha firmato il Decreto che definisce le caratteristiche, i requisiti, le modalità e i termini per l’installazione dei dispositivi a tempo nei semafori stradali, per visualizzare il tempo residuo di accensione.

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Semafori, conto alla rovescia

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Dodici anni sono tanti o sono pochi, dipende dai punti di vista: per la burocrazia italiana forse sono giusti, per il cittadino sono molti. La norma è del 2010, ma mancavano i decreti attuativi, che ora sono stati approvati e  inviati alla Commissione Europea. Sta di fatto che ci sono voluti 12 anni per portare il provvedimento al parlamento.
In Italia il decreto che consentiva alle amministrazioni la facoltà di installare dispositivi countdown in via sperimentale risale al 27 aprile 2017.

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La media di “Trilussa”

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Su statistiche del Ministero dello Sviluppo Economico gli impianti di distibuzione dei carburanti in Italia a novembre del 2021 sono 22.654, di cui 505 autostradali. Sono tanti? Sono pochi? Difficile dare una risposta, una cosa è certa che fare una media in base al parco circolante italiano sarebbe un errore. Infatti, tenuto conto dei veicoli circolanti sul territorio nazionale, che ammontano a circa 40milioni, la suddivisione sarebbe di  1766 veicoli a distributore, ma questa è la classica media di Trilussa, che vorrebbe due polli a disposizione per due persone in modo che ne mangino uno a testa, quando in realtà uno li mangia tutti e due laciando l’altro a bocca asciutta.

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Codice della strada, modifiche

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Dal 10 novembre 2021 sono in vigore le nuove norme sul Codice della Strada contenute nella legge di conversione del Decreto infrastrutture e trasporti:
– Divieto dell’uso di tablet mentre si guida: il divieto, ora espressamente previsto per i telefonini, si estende all’uso di computer portatili, notebook, tablet e qualunque altro dispositivo che comporti anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. Confermate le sanzioni per chi non rispetta questa regola che vanno da un minimo di 165 euro a un massimo di 660 euro. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi se la stessa persona commette un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

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Non rispettare il divieto di circolazione, costa

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Contravvenire alla disposizione di divieto alla circolazione emanato nel recente DPCM (art.
4 del decreto Cura Italia così come convertito in legge) , se privi di una motivazione valida, può costare da 400 a 1000 euro. Se pagata entro 5 giorni la sanzione si riduce del 30% per cui nel caso minimo si pagano 280 euro. Lo stesso dicasi per la violazione del divieto di assembramento sociale e il mancato uso della mascherina.

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Multe in arrivo dai netturbini

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Il titolo non è una battuta. Le modifiche richieste nel Decreto Semplificazioni per il nuovo codice della strada prevedono che anche gli operatori ecologici (netturbini) possano elevare contravvenzioni e far rimuovere il veicolo nell’ambito di intralcio del proprio lavoro. In pratica per chi parcheggia davanti o vicino a un cassonetto, oppure in area dove è prevista la pulizia della strada, può ricevere la multa dall’addetto alla pulizia. La proposta dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, il livello di cultura giuridica e funzionale di chi ha suggerito tale modifica al codice della strada, magari facendola passare come semplificazione, dimenticando che dare la qualifica di “pubblico ufficiale”, quale è quella di ausiliario della sosta nell’esercizio delle proprie funzioni è figura specificatamente preparata, che ha frequentato corsi di preparazione e aggiornamento e pertanto competente, soggetta a regole ben precise (anche morali) per la compilazione dell’avviso di contestazione (ora pare anche del verbale d’infrazione). Niente contro i netturbini, ma la loro attività e ben definita e impegnativa senza appesantirla di incombenze e responsabilità burocratiche. 

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Miracolo a Milano

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Spuntano dal nulla le piste ciclabili nelle principali via cittadine. La mobilità viene stravolta a favore di quella green, riducendo le corsie per le auto. Ora è toccato a viale Monza, lo spazio della carreggiata, tenuto conto delle corsie di percorrenza delle auto, della pista ciclabile e del parcheggio, è a netto sfavore delle auto. Come si può vedere dalle fotografie le auto sono costrette a viaggiare a una sola corsia divise solo dalla segnaletica marcata sull’asfalto riservata alla pista ciclabile e l’altra ai parcheggia a pagamento.(righe bleu).
E’ facile prevedere che nei momenti di maggior traffico le auto possano invadere la pista ciclabile tenuto conto dei numerosi incroci semaforizzati che rischiano di provocare lunghissime code.

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FCA sperimenta a Torino il riconoscimento automatico della ZTL

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“Turin Geofencing Lab”, questo il nome del progetto che nasce per cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione sempre più rapida delle città in aree “smart” – che si connettono e dialogano con i mezzi di trasporto – e soprattutto “green”, ossia con un impatto ambientale sempre più ridotto. In questo contesto, un ruolo importante è ricoperto dai veicoli elettrici e (soprattutto in questa prima fase di diffusione) da quelli ibridi plug-in, che si propongono come elementi chiave per il passaggio a una nuova mobilità urbana. La collaborazione fra il team e-Mobility di FCA e il Centro Ricerche Fiat ha portato a sviluppare un sistema prototipale con sensori di bordo perfettamente integrati nel veicolo in grado di riconoscere preventivamente le ZTL e conseguentemente di spegnere il motore termico e attivare la modalità elettrica in via automatica.

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Caos revisioni auto

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Revisione dell’auto? ma se non l’ho utilizzata da mesi. E’ un obbligo di legge che è stato prorogato a ottobre, causa pandemia, per vetture in scadenza , mio caro. Allora vado a ottobre. Ok , però ti avverto che sarai in buona compagnia, anzi sarete tra i 5 e 6 milioni a fare la revisione; un vero e proprio assalto ai centri preposti, con le conseguenze che ti lascio immaginare, tenuto conto che il potenziale è di 1,3 milioni di collaudi al mese.

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Sfruttare l’emergenza

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L’emergenza COVID-19 per alcuni settori poteva essere un’opportunità per approfittare della quasi totalità del fermo della circolazione per sistemare le infrastrutture e la manutenzione delle strade. In alcuni stati europei questo è avvenuto, mentre da noi no! Nonostante queste attività siano state escluse dal blocco, i lavori si sono fermati, soprattutto a causa delle lentezze burocratiche e di un rapporto con le pubbliche amministrazioni reso ancor più farraginoso dall’emergenza che ha spinto molti uffici a rinviare l’approvazione e la firma di progetti cantierabili.

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