"Chi non impara non cresce e chi già sa, si aggiorni!"

Si, può, fare!

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Abbattimento delle emissioni di CO2 tramite l’energia elettrica, potrebbe non essere la sola soluzione per i veicoli adibiti al trasporto pesante. Le soluzioni alternative ci sono per mantenere l’attuale tecnlogia dei motori a combustione interna. La tecnologia del sistema di alimentazione H2 HPDI™ di Westport Fuel Systems è una soluzione conveniente e altamente prestazionale per supportare la transizione alla neutralità climatica del settore della mobilità pesante.
La canadese Westport ha definito il suo sistema di alimentazione H2 HPDI™ destinato al retrofit nei motori a combustione interna – presentato all’IAA Transportation 2022 di Hannover – un ‘game changer’, cioè una soluzione in grado di rivoluzionare il mercato dei mezzi pesanti da trasporto.

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Transizione ecologica per i veicoli industriali

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La maggiore sensibilità verso un mondo più ecologico, attento alle emissioni e in particolare a quelle dei veicoli, non poteva escludere dal contesto i veicoli industriali. Infatti, il 30 novembre l’apposita Commissione europea dovrebbe fare la sua proposta per la riduzione delle emissioni di CO2 per i track e bus. Se passerà la proposta e gli obiettivi già effettuati per il settore delle auto, dal 2030 si passerà a riduzioni delle emissioni al 100%, con ripercussioni notevoli sulla flotta dei mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate.

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Milano è il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

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Sorgerà a Milano, tramite un connubio pubblico-privato il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. L’atto costitutivo è stato firmato il 14 giugno. Venticinque università e centri di ricerca hanno unito le forze assieme a 24 grandi imprese, attive nell’ambito della mobilità e delle infrastrutture, con l’obiettivo di accompagnare la transizione green e digitale del comparto in un’ottica sostenibile. Un investimento di 394milioni di euro per i primi tre anni che vedrà il coinvolgimento di 696 ricercatori fra gli enti partner e di 574 neoassunti.

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Auto euro 6 raggiungono il 25%

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Lo svecchiamento del parco circolante, di cui l’Italia è uno dei paesi a più elevato numero di veicoli circolanti con un’età media di circa 11 anni, è un processo lento che ci vede tra gli ultimi nei paesi europei. Il rinnovo dei veicoli è uno dei requisiti che contribuisce a raggiungere un sistema ecologico sostenibile, soprattutto nei grandi centri urbani e aree metropolitane. I veicoli di recente costruzione euro 6 e variazioni successive, contribuiscono notevolmente a raggiungere gli obiettivi prefissati, ma la loro incidenza è purtroppo ancora limitata alle flotte e alle aziende, molto meno ai privati.

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L’Italia conferma lo stop ai motori endotermici dal 2035

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Il 10 dicembre il Governo ha deliberato l’abbandono dei motori endotermici entro il 2035, mentre per i furgoni e veicoli commerciali leggeri entro il 2040. E’ questa la decisione che è stata adottata dal Comintato interministeriale per la Transizione ecologica (Cite), in linea con le indicazioni dell’Unione europea che chiede di tagliare i gas serra del 55% entro il 2030. Spagna, Francia e molti altri paesi europei han già definito una data limite al 2030, 2035, 2040 dopo la quale non si potrà più commerciare mezzi a combustione interna.

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Cop26, se non è fallimento poco ci manca

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Chi si aspettava soluzioni drastiche per l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico, sono rimasti delusi sia per i tempi entro i quali deve avvenire questo cambiamento sia per la non adesione di importanti paesi. Questo però era prevedibile: chi produce e vive prevalentemente di combustibili fossili continuerà a estrarre e a non voler modificare lo status quo, se non a scadenze bibliche.

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Clima, chi sta meglio e chi sta peggio

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Se dovessimo valutare la situazione di alcuni paesi a livello mondiale in relazione all’inquinamento atmosferico sulla base dei consumi tra le diverse fonti, ci rendiamo conto che i paesi più demonizzati per le emissioni nocive in realtà sono quelli messi meglio di altri ad elevata tecnologia. Poichè tutti i “Grandi” riuniti a Roma al G20 e poi al COP26 di Glasgow, hanno stabilito che i maggiori fattori inquinanti devono essere banditi nella produzione di energia.

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Crisi climatica, è solo colpa dell’auto?

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Tutti ormai sono orientati a risolvere il problema del riscaldamento globale. C’è chi da la colpa principale ai trasporti pubblici e privati, chi invece sostiene che l’industria e il riscaldamento domestico contribuiscano in modo Continua a leggere

Meccatronica e manutenzione auto

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La transizione ecologica, ormai ineluttabile, lascia ben poco spazio ad eventuali ripensamenti in ordine al disimpegno delle case automobilistiche circa le motorizzazioni tradizionali endotermiche. Le date prefissate per il contenimento delle emissioni in atmosfera di CO2, sia dalla Commissione Europea che dalle iniziative nazionali, regionali e comunali sulla mobilità, sono state stravolte dalle decisioni di alcuni gruppi automobilistici che hanno addiritttura anticipato le decisione di non produrre più veicoli alimentati a combustibili fossili. Ultimo dei quali è Stellantis che proprio da pochi giorni ha comunicato ufficialmente che dal 2027 verranno vendute solo auto elettriche per alcuni brand del gruppo.

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Euro 7 in arrivo, ma nel 2025

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A causa delle pressioni ricevute da alcuni governi, preoccupati per il settore auto, che già sta vivendo un momento difficile a causa della pandemia da Coronavirus, la corsa al tutto elettrico viene rallentata dalle decisione dell’Unione Europea che ha incaricato un gruppo di lavoro  per definire le nuove proposte per lo standard Euro 7. Sembra pertanto rimandato, per il momento, l’addio anticipato ai motori endotermici. La tolleranza delle emissioni per gli ossidi di azoto è stata infatti aumentata da 10 a 30 milligrammi per chilometro accorgliendo le richieste dei maggiori stati membri per una rivisitazione più abbordabile delle emissioni.

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