Con la vendita di IVECO all’indiana Tata, esclusa la divisione difesa ceduta a Leonardo, si è concluso per ora un altro tassello della strategia di Exor di dismettere buona parte del patrimonio storico, acquisito in anni di ricerca, 19 siti industriali, 30 centri di Ricerca&Sviluppo, sette marchi nei settori dei veicoli commerciali e speciali, in quello dei sistemi di propulsione e nei servizi finanziari correlati, con circa 36mila dipendenti nel mondo.
L’accordo prevede che che le strutture produttive e di ricerca rimangano in Italia, a Torino (almeno per due anni – ndr), ma nel comunicato si aggiunge contemporaneamente che Tata mira all’acquisizione del 100% di Iveco con il suo delisting dalla borsa di Milano. Inoltre, si aggiunge una dichiarazione “per i dipendenti L’Offerente garantirà la promozione di una cultura di eccellenza, in cui ai dipendenti qualificati verranno offerte opportunità di formazione e sviluppo di carriera” (e gli altri non qualificati? – ndr).
Ennesima dimostrazione che ai responsabili di Exor interessa ben poco ormai dei processi industriali italiani, ma sono solo interessati a investimenti finanziari internazionali. Ora c’è da scommettere che, conlusa l’operazione, Tata mantenga le proprie indicazioni sulla produttività italiana, anche se l’apertura dei mercati che si è creata permetterà ai prodotti Indiani di entrare di diritto e limitare, se non azzerare, la vendita di veicoli e l’indotto dei vericoli commerciali italiani sui mercati.
Chiara la strategia di Tata, ma altrettanto quella di Exor che tende a fare cassa per altri fini. Meno chiara è quella del Governo Italiano che dichiara “Vigiliamo”, e così mentre si vigila altri fanno i fatti. Da Palazzo Chigi il governo dichiara “sostiene investimenti esteri di qualità e seguirà da vicino l’evoluzione dell’operazione, per garantire la tutela dell’occupazione, delle risorse strategiche e della filiera produttiva”, sottolineando che “il progetto di fusione” con l’indiana Tata Motors “rappresenta un riconoscimento del valore delle tecnologie italiane”. (sob! – ndr). L’esecutivo, proseguono le stesse fonti, “resta disponibile a collaborare con tutti i soggetti coinvolti per favorire un risultato utile alla nostra nazione. In ogni caso, il governo vigilerà per la tutela di ogni asset strategico ai sensi della disciplina vigente”.
E i sindacati di categoria?. Ci risentiamo fra due anni.
IVECO venduta all’indiana Tata
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