"Chi non impara non cresce e chi già sa, si aggiorni!"

Mobilità elettrica, Italia maglia nera d’Europa

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Bastano questi dati forniti da UNRAE, per dare un’idea del mercato della mobilità elettrica a fine 2022 in Europa e in particolare in Italia: 31,4% della Germania, 22,8% del Regno Unito, 21,6% della Francia, 9,6% della Spagna e 8,8% l’Italia. Il nostro Paese come si evidenzia è ultimo fra le big. Le motivazioni non possono essere ricercate solo nell’affezione verso i mototri endotermici, ma alle infrastrutture sul territorio ancora insufficienti per garantire una mobilità elettrica senza problemi.

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Tuk, Tuk, italiano

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La mobilità nelle città italiane si modifica e cambiano anche i mezzi per il traporto con cui muoversi. Ne sanno qualcosa le grandi metropoli del mondo che hanno dovuto fare i conti con la concentrazione delle persone e le necessità di trasporto. In molte località si utilizzano mezzi di trasporto persone e merci pratici, facili da utilizzare ed economici, a basso impatto ambientale. Parliamo di mezzi a tre ruote chiamati “Tuk, Tuk” a pedali utilizzati prevalentemente in Indonesia come taxi. Da un po di tempo sono cominciati ad apparire anche da noi veicoli modificati da biciclette che imitano i classici Tuk Tuk in versione moderna.

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Non “scatola nera”, ma registratore di dati

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Torna di attualità la così detta “scatola nera”, utilizzata da decenni inizialmente per registrare i dati dei sinistri stradali e successivamente anche per monitorare il comportamento di guida del conducente, al fine di valutare il rischio e personalizzare il premio di polizza.
Dal 1° di ottobre il Comune di Milano ha istituito l’area “B” nella quale è vietato l’ingresso ai veicoli maggiormente inquinanti. È una zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per una buona parte di veicoli e quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci.

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Milano è il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

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Sorgerà a Milano, tramite un connubio pubblico-privato il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. L’atto costitutivo è stato firmato il 14 giugno. Venticinque università e centri di ricerca hanno unito le forze assieme a 24 grandi imprese, attive nell’ambito della mobilità e delle infrastrutture, con l’obiettivo di accompagnare la transizione green e digitale del comparto in un’ottica sostenibile. Un investimento di 394milioni di euro per i primi tre anni che vedrà il coinvolgimento di 696 ricercatori fra gli enti partner e di 574 neoassunti.

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La nuova mobilità elettrica crea disoccupazione?

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Leggiamo ancora per l’ennesima volta sui vari media le critiche per il programma della mobilità del futuro, previsto dal regolamento europeo Fit for 55, che impone agli stati menbri di dismettere la produzione e commercializzazione delle motorizzazioni endotemiche per i veicoli entro il 2035. Lo spauracchio è che lungo il percorso (abbastanza lungo ben 13 anni), si perdano posti di lavori di chi è oggi eccupato nella produzione, manutenzione e riparazione dei veicoli tradizionali.

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Auto euro 6 raggiungono il 25%

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Lo svecchiamento del parco circolante, di cui l’Italia è uno dei paesi a più elevato numero di veicoli circolanti con un’età media di circa 11 anni, è un processo lento che ci vede tra gli ultimi nei paesi europei. Il rinnovo dei veicoli è uno dei requisiti che contribuisce a raggiungere un sistema ecologico sostenibile, soprattutto nei grandi centri urbani e aree metropolitane. I veicoli di recente costruzione euro 6 e variazioni successive, contribuiscono notevolmente a raggiungere gli obiettivi prefissati, ma la loro incidenza è purtroppo ancora limitata alle flotte e alle aziende, molto meno ai privati.

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Torino e Stellantis binomio inscindibile

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La città di Torino torna punto di riferimento per Stellantis, in particolare per la mobilità green. John Elkann e l’ad CarloTavares, in un incontro con il presidente dellas Regione Piemonte Alberto Cirio, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il presidente dell’Unione Industriali di Torino Giorgio Marsiaj, hanno ribadito l’intenzione di costituire in Torino e nella regione Piemonte un polo d’interesse strategico per la mobilità elettrica (Turin Manifacturing District) per la costruzione della futura Maserati, GranTurismo GranCabrio e Quattroporte.

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Clima, chi sta meglio e chi sta peggio

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Se dovessimo valutare la situazione di alcuni paesi a livello mondiale in relazione all’inquinamento atmosferico sulla base dei consumi tra le diverse fonti, ci rendiamo conto che i paesi più demonizzati per le emissioni nocive in realtà sono quelli messi meglio di altri ad elevata tecnologia. Poichè tutti i “Grandi” riuniti a Roma al G20 e poi al COP26 di Glasgow, hanno stabilito che i maggiori fattori inquinanti devono essere banditi nella produzione di energia.

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Perplessità sulla mobilità elettrica

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Ormai la scelta è stata fatta, almeno per quanto riguarda la mobilità, con l’abbandono graduale dei motori a combustione interna verso l’elettrico. Una scelta così importante e coinvolgente l’intero nostro pianeta per i prossimi 20-30 anni, non può essere effimera e cambiare i propri obiettivi anche di fronte alle molte perplessità espresse da più parti sul vantaggio ambientale, economico e industriale, così come è stato prospettato dalle strategie e scelte politiche.

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Meccatronica e manutenzione auto

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La transizione ecologica, ormai ineluttabile, lascia ben poco spazio ad eventuali ripensamenti in ordine al disimpegno delle case automobilistiche circa le motorizzazioni tradizionali endotermiche. Le date prefissate per il contenimento delle emissioni in atmosfera di CO2, sia dalla Commissione Europea che dalle iniziative nazionali, regionali e comunali sulla mobilità, sono state stravolte dalle decisioni di alcuni gruppi automobilistici che hanno addiritttura anticipato le decisione di non produrre più veicoli alimentati a combustibili fossili. Ultimo dei quali è Stellantis che proprio da pochi giorni ha comunicato ufficialmente che dal 2027 verranno vendute solo auto elettriche per alcuni brand del gruppo.

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