Nulla di nuovo, le decisioni prese sul clima non cambiano. La Commissione, durante il Consiglio europeo di giovedì 23 ottobre, non ha modificato la traiettoria della transizione ecologica. Rimangono ferme le scadenze del Green deal né quelle di tagliare il 90% delle emissioni di CO2 entro il 2040.
Con buona probabilità che anche il prossimo 4 novembre passerà l’obiettivo del 90% al 2040, visto che nei vertici tra ministri si vota a maggioranza e la proposta della Commissione può contare sul voto favorevole di Francia, Spagna e Polonia.
Qualche dubbio sulla volontà della Commissione di indebolire gli obiettivi climatici è sorto, tra cronisti e commentatori politici, perché alcuni leader Ue, tra cui la Meloni, hanno rivendicato “pragmatismo”, “flessibilità” e “revisione”, termini accolti nel documento finale dell’incontro del 23 ottobre.
Occorre tener presente che i 27 Paesi membri hanno situazioni diverse quindi non esiste una soluzione unica. La presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, ha commentato, “Per noi era importante il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. Siamo sulla buona strada per il 2030 e ora dobbiamo definire come raggiungere l’obiettivo del 2040 nel modo più pragmatico ma efficiente, affrontando il tema della “flessibilità ma limitata”.
Alla fine, c’è stata qualche rassicurazione, me nessun ripensamento sul Green Deal e gli obiettivi climatici. Il processo non è ancora finito, e non è detta l’ultima parola, anche se la UE deve fare i conti prossimamente con gli impegni internazionali.
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