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Sino a qualche tempo fa si diceva che più invecchia il parco auto circolante e maggiore lavoro c’è per gli autoriparatori. in realtà il lavoro aumenta anche perchè molte officine e carrozzerie artigianali indipendenti hanno chiuso.
L’Italia ha il record di vetture circolanti: 701 ogni mille abitanti, una cifra che a ben vedere è enorme, il parco auto ha superato quota 41 milioni e 300 mila mezzi, il 24,3 per cento ha, però, più di vent’anni. ma basta pensare alla situazione orografica della nostra penisola, isole comprese, alla rete viaria, con lunghe direttrici e una miriade di strade secondarie diffuse tra montagne, valli, colline, borghi, isole, ecc., dove se non hai l’auto difficilmente puoi svolgere tutte le attività necessarie.
Con così tante vetture osbolete ci si aspetterebbe un aumento dell’attività di autoriparazione e manutenzione e, conseguentemente il numero delle officine, e invece no!
Da uno studio della CGIA gli autoriparatori indipendenti continuano a diminuire: nel 2024 le attività attive erano circa 74.200, mentre dieci anni prima, si contavano 83.700, con un calo netto del 10%.
Le cause sono perlopiù economiche, tecnologiche e sociali, con difficoltà del cambio generazionale tra padri e figli. Una trasformazione strutturale che sta cambiando profondamente il settore dell’autoriparazione. Diminuiscono le realtà famigliari, che hanno costituito l’ossatura per decenni, verso centri di riparazione più completi.
