Stellantis, fabbricate 221mila auto

di AUTOINFORMA | 08-Lug-2025

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Scelte avventate?

Un’azienda che mette in bilancio di fabbricare un certo numero di veicoli e al lato pratico ne produce poco più del 20%, è fallimentare. Se poi questi veicoli trovano difficoltà ad essere piazzati sul mercato, per prezzo elevato e tecnologia non corrispondente alle attuali esigenze, allora la “frittata” può esssere completa.
É questo il panorama che si delinea per Stellantis, tra difficoltà di mercato e di produzione. Tutto ciò favorisce l’entrata sul mercato di marche e veicoli stranieri, in prevalenza cinesi. Quindi, il valore economico non viene sfruttato all’interno del mercato europeo (ne tantomeno italiano), ma si diluisce al di fuori sui mercati internazionali che sono stati capaci di gestire la produzione e soprattutto i costi.
Che l’auto elettrica avesse serie difficoltà, soprattutto in Italia, era scontato, che i fabbricanti europei non fossero pronti  al salto tecnologico, ma anche funzionale sul veicolo elettrico, era cosa prevedibile, per cui la scelta del tutto elettrico e abbandono di una tecnologia motoristica che era all’avanguadia a livello mondiale, non poteva essere abbandonata, seppur dopo il periodo transitorio. Invece è stato fatto e abbiamo lasciato che i veicoli asiatici e cinesi invadessero il mercato forti del fatto che la loro tecnologia sull’elettico era collaudata da molto tempo.

Ognuno va per suo conto

Ognuno ha cercato delle soluzioni personali verso una scelta politica univoca della UE.  Ora si cerca di trovare rimedi a questa debacle che ha praticamente coinvolto tutti i fabbricanti europei. Tornare indietro significa una sconfitta politica di chi ha emanato i regolamenti sulla transizione elettrica, facendo investire decine di miliardi in piattaforme dedicate, infrastrutture sul territorio e assistenza professionale. Poi ci si accorge che le piattaforme per la costruzione di auto elettriche sono più care che non sui paesi asiatici,  che per far funzionare l’elettrico occorrono batterie le cui materie prime sono quasi monopolio della Cina, che la situazione ambientale non ne beneficia come previsto, tenuto conto che l’analisi complessiva delle emissioni di CO2 delle auto elettriche non sono pari a zero ma, se dobbiamo tener conto dell’attuale tecnologia raggiunta dai motori endotermici, risultano a pareggio dopo parecchi anni, che se dovesssimo viaggiare tutti con l’elettrico rischiamo di far collassare l’attuale sistema energetico nazionale. Tutto questo significa un fallimento completo che si ripercuoterà per parecchio tempo a venire.
I segnali il mercato li ha già dati, la vendita di auto elettriche senza incentivi, è in calo in tutta Europa, mentre ha avuto un’incremento esponenziale quelle dei veicoli ibridi elettrici. soluzione che oltre a soddisfare il consumatore, permette all’industria di non disperdere una tecnologia che ci  ha visti primeggiare a livello mondiale.
É proprio il caso di dire che la UE ha fatto i conti senza l’oste.

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Valter Giorgio Zuliani

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