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Si parla spesso di ricaricare un’auto elettrica fino all’80% perché, nella maggior parte dei casi, questo è il miglior compromesso tra tempo di ricarica, durata della batteria e autonomia. Ma oltre a queste caratteristiche c’è qualche altro motivo per non ricaricare al 100% la batteria?
Le batterie agli ioni di litio vengono ricaricate molto rapidamente fino a circa l’80% (soprattutto con le colonnine rapide in corrente continua). Da quel punto in poi, il sistema di gestione della batteria riduce progressivamente la potenza per limitare lo stress sulle celle. Di conseguenza, passare dall’80% al 100% può richiedere quasi lo stesso tempo impiegato per arrivare dallo 0% all’80%.
Questo è sicuramente il motivo principiale. In secondo luogo le batterie agli ioni di litio tendono a degradarsi più rapidamente se rimangono frequentemente o a lungo completamente cariche, soprattutto con temperature elevate. Per questo molti costruttori consigliano un limite di ricarica dell’80-90% nell’uso quotidiano.
La carica delle batterie al 100% è quando si deve affrontare un lungo viaggio. L’importante è, se possibile, partire poco dopo aver raggiunto il 100%, invece di lasciare l’auto ferma per molte ore con la batteria completamente carica.
Va anche detto che il “100%” visualizzato sull’indicatore del cruscotto non sempre corrisponde al 100% della capacità fisica della batteria. Il sistema di gestione (BMS) mantiene spesso una piccola riserva sia nella parte alta sia in quella bassa della carica per proteggere le celle e prolungarne la vita.
Le batterie con chimica Nichel-Manganese-Cobalto (NMC) o simili, invece, beneficiano maggiormente di un limite di ricarica intorno all’80-90% nell’uso quotidiano.
Le batterie al Litio-ferro.fosfato (LFP), montate su alcuni veicoli, tollerano meglio la ricarica completa. Addirittura alcuni costruttori raccomandano la ricarica al 100% periodicamente per migliorare la precisione dell’indicatore.







