Molti consumatori ancora non sanno di potersi rivolgere a officine indipendenti per la manutenzione, purché si usino componenti di qualità equivalente all’originale e, forse, non tutti gli autoriparatori sono al corrente che l’Unione europea ha adottato una clausola sulla riparazione che apre alla concorrenza il settore della riparazione delle carrozzerie dei veicoli, consentendo la libertà di scelta per i pezzi di ricambio visibili. La misura è soggetta a un periodo di transizione, il che significa che i suoi effetti completi potrebbero arrivare fra anni in alcuni Stati membri dell’UE.
Questa norma consente la riparazione di prodotti complessi, fra i quali le autovetture, senza violare i diritti di design detenuti sui componenti originali. L’obiettivo è facilitare la concorrenza e ridurre i costi per i consumatori, permettendo l’uso di pezzi di ricambio identici agli originali per ripristinare l’aspetto iniziale del prodotto.
Diritto di riparazione
Diversi Stati membri (fra cui l’Italia) avevano già una clausola sul diritto di riparazione, prevista dall’articolo 241 del Codice della proprietà industriale italiano, ma questa decisione la codifica a livello comunitario.
Questa disposizione consente ai clienti di scegliere liberamente i fornitori per le parti della carrozzeria senza essere vincolati dai monopoli di proprietà intellettuale.
La clausola del diritto di riparazione garantisce piena protezione agli OEM per i diritti di progettazione dei loro prodotti (compresa l’intera automobile), ad eccezione delle parti di ricambio visibili come pannelli della carrozzeria, parabrezza e fari.
L’idea è che ciò consentirà una maggiore concorrenza e, in ultima analisi, farà scendere i prezzi per gli automobilisti e per chi gestisce le flotte.
L’Ecar (European Campaign for the Freedom of the Automotive Parts and Repair Market), sostiene che la clausola di riparazione porterà risparmi annui tra 450 e 720 milioni di euro ai consumatori europei e stimolerà la concorrenza nel mercato post-vendita europeo, che attualmente conta 4,5 milioni di occupati e mezzo milione di Pmi.
Tuttavia, gli autoriparatori devono informare chiaramente i consumatori sull’origine dei loro prodotti, al fine di garantire la massima trasparenza.
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