Ce n’è voluto di tempo e denaro speso pensando solo all’elettrico, sposando le disposizioni europee, quando la realtà e ben diversa all’interno dei paesi. Il problema delle batterie per quanto riguarda autonomia e ricarica e rimasto pressochè invariato da quando l’auto elettrica ha fatto la sua comparsa ai primi del ‘900, ma le necessità di mobilità sono ben diverse da allora. Quasi 1 italiano su 2 utilizza la macchina tutti i giorni, la media più alta in Europa, e per i tempi di ricarica del veicolo elettrco non vuole aspettare più di 20 minuti, salvo trovare le colonnine di ricarica in ogni luogo.
Pur migliorando la tecnologia, i problemi di fondo sono rimasti. Non è un caso che oggi il consumatore, in particolare del sud Europa, privilegi la situazione ibrida elettrica che supplisce ai problemi sopra esposti. La vendita di veicoli ibridi elettrici non ricaricabili è in costante aumento, registrando una quota del 44,9% nei primi 4 mesi 2025 in Italia e del 35,9% nel primo trimestre in Europa.
Non a caso la scelta cade sui modelli Full Hibrid poichè sono quelli che risultano più performanti: almeno il 60% di percorrenza a motore a combustione interna spento sia in termini di tempo, sia di distanza percorsa (UNRAE).
I costruttori di veicoli si sono adeguati a questa tendenza, mettendo sul mercato sempre nuovi modelli di veicoli ibridi elettrici, molti dei quali saranno presentati al salone di Monaco a settembre.
Ciò premesso dobbiamo constatare come in tutto questo contesto manca la decisione europea (revisione) che però dovrà prendere atto della realtà e rivedere le regole e i tempi della transizione ecologica, per dare normative certe all’intero settore.
Dai e dai, anche i costruttori si adeguano
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