Non sono passati molti anni dall’annuncio di rendere l’Europa indipendente dalle batterie per auto elettriche rispetto alla Cina. Quelli che sono stati i progetti europei per la fabbricazione di gigafactory, o non hanno funzionato come previsto, oppure languono, e se producono lo fanno con personale specializzato cinese. Il fallimento della svedese Northvolt ne è un esempio, ma le altre fabbriche sparse su vari Paesi europei non sono esenti da problemi, anche la Spagna non ha il know-how tecnico necessario per la produzione di batterie. La maggior parte dei lavoratori chiamati a realizzare il sito e ad avviarne l’operatività saranno prevalentemente di nazionalità cinese. É indubbio che i cinesi sono ben più avanti di noi.
L’Europa può disporre di cinque gigafactory per la fabbricazione effettiva di batterie: Germania, Francia, Regno Unito, Ungheria e Polonia. Alcune, addirittura ne ospitano anche più di una, in parte con partnership dei paesi asiatici.
Per l’Italia la produzione attuale è di 0,35 Gwh, ma si vorrebbe portare entro il prossimo anno a 8 Gwh. Come possiamo vedere la situazione per l’Europa non è certo semplice, anche perchè nel frattempo la ricerca Cinese sta andando avanti velocemente e sul mercato ci sono già batterie di nuova generazione, che sono in grado di aumentare l’autonomia con tempi di ricarica paragonabili a quelli di un pieno di carburante tradizionale, ma soprattutto, eliminano il problema degli incendi.
Flop nella costruzione delle batterie in Europa
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