Verrebbe voglia di dire che l’intelligenza artificiale (I.A.) toglie tutti i problemi del mondo, tenuto conto delle aspettative e degli ingenti capitali investiti su questo strumento, che altro non è se non un insieme di algoritmi, apportumanente e sapientemente orientati per fare in breve tempo quello che un umano impiegherebbe giorni, settimane, se non mesi.
Ma è utile oppure no? Certo che si! É utile nel momento che non si aspettano miracoli, ma cose concrete e programmabili. Devi sapere che l’intelligenza artificiale è oggi in grado di fare molte delle cose sostituendo l’attività umana. Pensa, che siamo arrivati a programmare robot che sono in grado di sostituite il verniciatore in carrozzeria, robot che fanno le faccende di casa al posto di una moglie o di una colf, tagliaerba “intelligenti” che radono alla perfezione un prato. L’intelligenza artificiale riesce perfino a redigere un articolo in base alle richieste fatte. Perfetta anche nei post, sui siti blog con incorporate immagini, video e/o presentazioni.
Nei sistemi montati sulle autovetture moderne è oggi uno strumento indispensabile, se si pensa che è in grado, attraverso il segnali inviati dai vari sensori, di segnalare o regolare l’andatura di un veicolo in sicurezza, e c’è da aspettarsi fra qualche anno che l’auto stessa ci guiderà da sola alla destinazione voluta.
Potremo continuare a fornire ulteriori informazioni su quello che può fare l’intelligenza artificiale, ma alla fine, ricordiamo ci sarà sempre l’umano a dire l’ultima parola, perchè in fin dei conti lo strumento per sofisticato che sia, per essere in grado di rilevare l’ambiente esterno e reagire di conseguenza, per elaborare una serie di risposte recepite da migliaia o milioni di dati della reta internet, rimarrà pur sempre uno strumento di sofisticata programmazione, ma privo di coscienza e di libero arbitrio, per cui l’intelligenza artificale altro non è che una macchina che serve per svolgere un certo lavoro in tempi brevissimi.
Potremo finire qui, ma in realtà non è proprio così, l’esperienza personale acquisita, per esempio, non è tramissibile da una persona ad un’altra, anche fornendo corsi di formazione.
L’artigiano carrozziere, per esempio, costruisce la sua esperienza in base all’uso nel tempo che fa del proprio lavoro, sbagliando o facendolo bene, e se metterà anche passione e dedizione, impegherà anche meno tempo, se invece lo fa tanto per fare, il risultato sarà più lungo da raggiungere e meno soddisfacente. Ma tutto questo non è riproducibile dall’intelligenza artificiale, il sistema cercherà di correggere le anomalie riscontrate in base ai parametri che gli sono stati forniti, ma non avrà mai la coscienza e il libero aritrio di mettere in pratica quello che non conosce e che esula da quello per cui è stato programmato.
In sostanza l'”intelligenza” artificiale non è “intelligente”, ma è un insieme di istruzioni software safisticate che sono senza dubbio utili, da non confondere però con la coscienza e il libero arbitrio umano.
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