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Nell’assemblea presso lo stabilimento di Wolfsburg la rappresentazione della situazione in cui versa il Gruppo dell’AD Oliver Blume, si fa ancora più difficile per i numerosissimi lavoratori presenti (oltre 10.000).
Non solo vengono confermati il primi 50.000 licenziamenti concordati, ma a seguire dovranno essere messi in libertà altri 50.000, che probabilmente non basteranno per risanare la super produzione di veicoli. Si prevede infatti che almeno altri 15.000 dovranno seguire la stesso sorte, poiché non si prevede alcun miglioramento della situazione dopo il 2030.
Non solo allontanamento dei dipendenti dal lavoro, ma si cerca di trovare acquirenti per alcuni stabilimenti che ormai non producono più. I piani di Blume sono stati criticati dalla platea, in particolare nella Bassa Sassonia dal Governatore, Olaf Lies, rappresentante di uno dei maggiore azionista del Gruppo e ha di fatto potere di veto sulle decisioni strategiche, che ha precisato come la chiusura degli stabilimenti “«non sia la soluzione per il futuro». Le pressioni sono molto forti e Blume è stato aspramente contestato per la strategia messa in campo. La situazione finanziaria del Gruppo di cui fa parte anche Posche prevede che le risorse messe in campo per le operazioni di allontanamento dal lavoro dei dipendenti e la chiusura degli stabilimenti, non siano sufficienti e comunque occorre fare in fretta per non dilapidare le risorse finanziarie.
Il piano di ristrutturazione presentato da Blume era già stato bocciato a luglio, ora il tentativo è quello di farlo accettare dopo quasi due anni di crisi dai rappresentanti sindacali.







