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Il Tribunale di Torino ha accolto le richieste presentate da Altroconsumo nel ricorso cautelare sugli airbag Takata montati su alcuni modelli Opel. Una decisione che impone a Opel/Stellantis nuovi obblighi di comunicazione, assistenza e mobilità alternativa per i proprietari delle auto coinvolte nello stop drive e non ancora riparate. Stellantis (Opel) dovrà informare meglio i proprietari, garantire carro attrezzi a proprie spese e offrire auto sostitutiva o servizi alternativi entro 7 giorni.
Il caso riguarda gli airbag Takata potenzialmente difettosi installati su diversi modelli Opel, tra cui Corsa, Astra, Meriva, Zafira e Mokka. Il rischio segnalato è grave: in caso di malfunzionamento, l’airbag può esplodere e provocare lesioni serie o addirittura mortali. La vicenda degli airbag Takata è da anni uno dei casi più rilevanti legati alla sicurezza automobilistica. Il problema riguarda dispositivi che, in determinate condizioni, possono funzionare in modo anomalo al momento dell’apertura. Per gli automobilisti coinvolti, la questione non è quindi soltanto tecnica o burocratica, ma riguarda direttamente la sicurezza di chi guida e dei passeggeri.
Il punto centrale della decisione riguarda la chiarezza delle informazioni da fornire ai consumatori. Secondo quanto comunicato da Altroconsumo, il Tribunale ha imposto a Opel/Stellantis di contattare i proprietari dei veicoli interessati dallo stop drive e non ancora riparati, spiegando in modo esplicito che l’auto non deve essere usata. L’azienda dovrà chiarire che il veicolo non può essere guidato nemmeno per raggiungere l’officina. Il trasporto dovrà quindi avvenire tramite carroattrezzi, con costi a carico dell’azienda.
Un altro obbligo riguarda la mobilità alternativa. Opel/Stellantis dovrà mettere a disposizione, entro 7 giorni dalla richiesta, un’auto sostitutiva oppure un servizio alternativo, come il car sharing, per i consumatori coinvolti.
Il Tribunale ha inoltre previsto modalità di contatto più incisive. L’azienda dovrà raggiungere via email o Sms i consumatori che sono già entrati in rapporto con Opel/Stellantis e dovrà cercare attivamente gli altri proprietari attraverso il Pra, tramite raccomandata o Pec.
La decisione prevede anche una campagna informativa più ampia, con la pubblicazione di avvisi su quotidiani nazionali e siti di informazione, così da dare massima visibilità al richiamo e ridurre il rischio che alcuni proprietari continuino a utilizzare vetture potenzialmente pericolose senza esserne pienamente consapevoli.
Per i consumatori, il primo passaggio resta verificare se la propria vettura rientri nello stop drive. La verifica può essere effettuata attraverso la pagina dedicata sul sito Opel.
La pronuncia torinese segna quindi un passaggio importante nella gestione del richiamo, perché sposta l’attenzione non solo sulla riparazione degli airbag, ma anche su tutto ciò che deve avvenire prima: informare correttamente, raggiungere tutti i proprietari, evitare l’uso dei veicoli a rischio e garantire soluzioni alternative fino all’intervento.
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