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di AUTOINFORMA | 09-Apr-2026 | Mercato

Tempo di lettura 3 minuti

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Vi siete mai chiesti quante sono le aziende,  quanti gli addetti e a quanto ammonta il fatturato generato  dalla componentistica auto in Italia?
L’universo di riferimento dell’Osservatorio è da sempre estremamente variegato e comprende produttori di parti e componenti, integratori di sistemi e fornitori di moduli, specialisti, subfornitori, aziende dell’infomobilità, fornitori di servizi per la mobilità e imprese specializzate nella mobilità elettrica, nonché imprese attive nell’ingegneria di prodotto e di processo (Engineering & Design).
I numeri del 2024 fotografano il settore: Sono 2.134 imprese con sede legale in Italia, che hanno impiegato un numero di addetti pari a circa 168.000 e generato un fatturato di circa 55,5 miliardi di euro.
La transizione ecologica e la situazione geopolitica che stiamo vivendo ha creato e continua nel suo processo discendente. In Europa le aziende hanno smesso d’investire su nuovi progetti, mancando certezza sul futuro del comparto a causa delle scelte normative e livello continentale. Ovviamente la situazione si stà ripercuotendo anche sui fatturati delle imprese: niente o pochi investimenti significa niente innovazione. A tutto ciò occorre aggiungere il costo del lavoro, la burocrazia e l’aumento indiscriminato dell’energia. Uscire da questo tunnel per molte aziende non è possibile, La filiera dell’automotive è in piena trasfomazione spinta dall’innovazione tencologica  e da una competizione sempre più complessa, con competitor sempre più agguerriti, in particolare da parte dei player cinesi. La recente pubblicazione dell’Industrial Accelerator Act, con l’introduzione di criteri di contenuto locale per l’accesso dei veicoli ‘made in Europe’ a incentivi pubblici, appalti e flotte aziendali, rappresenta un primo passo in questa direzione e un segnale importante di attenzione verso la manifattura affinché possa continuare a generare valore industriale e occupazionale nel nostro continente.
La filiera automotive deve confrontarsi con la transizione energetica e con dinamiche di mercato che richiedono investimenti, innovazione e una grande capacità di adattamento,  la filiera automotive deve confrontarsi con la transizione energetica e con dinamiche di mercato che richiedono investimenti, innovazione e una grande capacità di adattamento, ma la leadership industriale non si conserva per inerzia: si riconquista attraverso investimenti, innovazione e capacità di fare sistema.
Parallelamente, è stato sottolineato come molte aziende della filiera stiano già reagendo alle sfide in atto attraverso strategie di adattamento e rilancio, investendo nella diversificazione produttiva, verso nuovi settori e mercati, anche tramite operazioni di acquisizione, e sviluppando competenze e progetti legati all’elettrificazione e alle nuove tecnologie della mobilità.
In questo scenario, la capacità di innovare e di ampliare il proprio posizionamento industriale è certamente uno degli elementi chiave per garantire la tenuta e lo sviluppo della filiera nel medio-lungo periodo.

Valter Giorgio Zuliani

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