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Se per il Noleggio a a Lungo Termine (NLT) qualcuno aveva ancora dei dubbi, questi sono stati prestamente fugati dai numeri. Il noleggio in Italia ha vissuto una trasformazione epocale tra il 2025 e l’inizio del 2026, consolidandosi come uno dei pilastri fondamentali del mercato automobilistico nazionale. La scelta prevalentemente aziendale è diventata una realtà di massa: nel primo trimestre del 2026, circa un’auto su tre (34%) immatricolata nel Paese è destinata al noleggio, segnando il passaggio definitivo dal concetto di possesso a quello di mobilità come servizio. Un fenomeno rilevante è il ritorno dei privati: sebbene le aziende detengano ancora circa l’80% del mercato, la quota di persone fisiche senza partita IVA che scelgono il noleggio è salita al 21,7% nel 2026, confermando che la formula piace sempre più come alternativa all’acquisto tradizionale.
Il successo di questa formula risiede nella certezza dei costi e nella semplificazione gestionale. I principali vantaggi includono, formula “All-Inclusive”: Il canone mensile fisso comprende generalmente manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione (RCA e spesso Kasko), bollo, assistenza stradale e talvolta il cambio gomme. Inoltre, i vantaggi Fiscali, per aziende e professionisti, offrono deducibilità e detraibilità dell’IVA, con benefici tangibili anche per i dipendenti in caso di fringe benefit su auto elettrificate.
In questo contesto Il 2026 segna l’anno d’oro anche per marchi cinesi. Brand come MG, BYD, Omoda, Jaecoo e Lynk & Co sono passati da una presenza marginale a protagonisti assoluti, triplicando le loro immatricolazioni nel lungo termine rispetto all’inizio del 2025. Questi marchi attirano i clienti grazie a canoni competitivi (favoriti dalla produzione locale in Europa o dall’assorbimento dei dazi UE da parte delle case madri) e a una dotazione tecnologica superiore.
Tuttavia, il settore affronta ancora dei limiti. La formula NLT può presentare vincoli contrattuali rigidi, come i tetti chilometrici annui, e l’attuale fiscalità sull’auto aziendale in Italia rimane meno favorevole rispetto alla media europea, portando molte aziende a rinviare il rinnovo delle flotte in attesa della piena attuazione della Legge Delega di riforma fiscale.
Per l’autoriparatore questa è una nuova sfida, chi non entra in questo mercato viene tagliato fuori da una fetta che rappresenta circa il 34% delle auto immatricolate nel 2026, di cui il 22% riferito ai soli privati. L’imprenditore che si dedica all’autoriparazione non può tener conto di questi volumi, e deve modificare il suo modus operandi in funzione delle scelte dei consumatori. Poiché queste sono orientate all’uso della vettura e non alla proprietà, occorre tenerne conto, badando che il proprietario dell’auto non è più il privato, ma la società di noleggio.







