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Il boom della vendita di auto usate nell’ultimo periodo di tempo ha forse trascurato il fatto che questo genere di vetture è soggetto a manipolazioni del chilometraggio da parte di soggetti senza scrupoli che, con tale espediente, riescono a lucrare un prezzo di vendita più elevato sul mercato. Il vezzo di abbassare i chilometri percorsi da un’auto vale la pena se la differenza dal reale chilometraggio è tale da portare beneficio economico al venditore, per cui la tendenza è quella di esagerare, senza tener conto che oggi è possibile verificare l’esatta percorrenza della vettura attraverso varie fonti, alternative al contachilometri, confidando che l’acquirente non conosca o non sia in grado di effettuare l’accertamento.
Dal punto di vista prettamente ingegneristico e peritale, il dato chilometrico impresso sul cruscotto digitale rappresenta oggi, di fatto, l’elemento meno affidabile nella valutazione complessiva di un veicolo moderno.
Abbassare i chilometri è facile, basta utilizzare uno strumento acquistabile con pochi euro e in pochi minuti, attraverso la porta ODB-II, l’interfaccia diagnostica di bordo situata solitamente sotto il piantone dello sterzo, l’operazione di “ringiovanire” l’auto è fatta! Nella realtà dei fatti la manipolazione è solo parziale, ma sufficiente a ingannare l’acquirente sprovveduto. Nella realtà i chilometri percorsi rimangono inalterati nelle memorie secondarie, come la centralina ABS. i registri che comandano il filtro antiparticolato o il cambio automatico, per cui un tecnico ben preparato riesce a estrarre l’esatto chilometraggio in pochi minuti.
Qualche controllo l’acquirente lo può fare attraverso il Portale dell’automobilista gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, basta inserire la targa per estrarre l’ultimo chilometraggio registrato in sede di revisione ministeriale obbligatoria. Altro controllo è quello dell’analisi del libretto dei tagliandi, cercando incongruenze tra le date e la cadenza logica dei chilometri. Anche un’ispezione visiva delle parti interne dell’auto possono suggerire incongruenze con quanto evidenziato dal contachilometri. Il chilometraggio indicato sulla strumentazione è un’informazione debole, che necessita di conferme incrociate provenienti dai sensori del gruppo motopropulsore e dai database istituzionali.
La scoperta di una decurtazione dei chilometri sul veicolo, impone una reazione immediata. La normativa italiana inquadra chiaramente le responsabilità attraverso la garanzia legale di conformità a carico del rivenditore professionista, applicabile per un minimo di 12 mesi dalla consegna. La mossa corretta consiste nel fermare l’utilizzo del veicolo, affidare la vettura al proprio meccanico di fiducia per una perizia diagnostica. L’officina scaricherà il log completo delle centraline secondarie, documentando nero su bianco il disallineamento chilometrico. La dimostrazione della manomissione evita l’assunzione delle conseguenze economiche per guasti causati da usura anomala.







