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L’omologazione degli autovelox rappresenta uno degli aspetti più rilevanti nell’ambito del controllo elettronico della velocità e della legittimità delle sanzioni amministrative. Negli ultimi anni il tema ha assunto un’importanza crescente a seguito di numerose pronunce giurisprudenziali che hanno evidenziato la necessità di distinguere chiaramente tra approvazione e omologazione degli strumenti utilizzati per l’accertamento delle infrazioni al Codice della Strada.
Negli ultimi anni, infatti, numerose sentenze hanno messo in discussione la validità delle sanzioni comminate a partire da apparecchi privi di una chiara omologazione ministeriale. Con l’ordinanza 26521/25 del 1° ottobre 2025, la Cassazione aveva confermato il principio consolidato che aveva segnato un punto di svolta per i ricorsi degli automobilisti: ossia che non è sufficiente l’approvazione degli autovelox per accertare validamente il superamento dei limiti di velocità, ma è necessaria l’omologazione degli apparecchi stessi.
«A oggi il 71% degli autovelox installati in Italia e censiti nella apposita piattaforma del Mit risulta fuorilegge sul fronte dell’omologazione, apparecchi che ora potranno seguire la procedura prevista dal decreto e tornare a funzionare nella piena legalità», spiega il presidente Gabriele Melluso che ricorda come, per gli autovelox approvati prima del 2017, il decreto preveda test tecnici, taratura e verifiche di funzionalità obbligatori ai fini della validità degli apparecchi. «Enti locali e produttori, se già in possesso della documentazione richiesta dal decreto, potranno seguire una procedura semplificata, inviando i documenti integrativi al Ministero, che entro 60 giorni dovrà esprimersi e dare il via libera all’omologazione», conclude Melluso.
L’omologazione iniziale non esaurisce gli obblighi previsti dalla normativa. Gli autovelox devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, finalizzate ad accertare il mantenimento delle caratteristiche tecniche originarie. Un autovelox può essere stato regolarmente omologato al momento della sua introduzione sul mercato, ma ciò non garantisce automaticamente l’affidabilità delle misurazioni nel corso degli anni.







