Era prevedibile che dopo tante pressioni, da parte dei costruttori, delle associazioni di categoria, dei consumatori, l’avanzare prepotente della concorrenza asiatica, e soprattutto delle politiche nazionali, che hanno visto crollare gli stereotipi produtivi con fallimento del vecchio modello costruttivo e l’inefficiacia del nuovo, con parziale chiusura degli impianti e il licenziamento di decine di migliaia di operatori, si arrivasse a una revisione dell’intero pacchetto sull’automotive.
Siamo dell’opinione che la difficoltà maggiore da parte dei decisori sia stata quella di prendere atto del fallimento del pacchetto sulla transizione ecologica e cercare di correggere il tiro senza perderci la faccia, dopo che incentivi compresi, l’industria dell’auto ha investito decine di migliardi nella riconversione degli impianti produttivi, ma anche dei consumatori, in particolare in Italia, che non hanno mai apprezzato fino in fondo il veicolo elettrico.
Aspettiamo il provvedimento ufficiale del 16 dicembre per un più dettagliato commento.
Commissione UE, fa un passo indietro sull’automotive
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