Forse non tutti gli operatori che si dedicano alla riparazione delle auto di recente fabbricazione, oppure i periti assicurativi incaricati di stimare il danno a seguito d’incidente, sanno che la riparazione di alcune parti in plastica dei veicoli (esempio i paraurti), se effettuate tramite graffette metalliche, può creare interferenze nella lettura dei dati ricevuti dal radar. Il metallo è un materiale altamente riflettente per queste onde. La risposta è positiva, ma tutto dipende dalla posizione della riparazione rispetto ai sensori. Infatti, i moderni sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) utilizzano onde millimetriche che “vedono” attraverso la plastica del paraurti e se le onde elettromagnetiche che rimbalzano sugli oggetti tornano al sensore in modo errato c’è il rischio di avere un messaggio non corretto con segnali “Falsi Positivi”: Il metallo può causare una deviazione del segnale (rifrazione), portando il sistema a rilevare ostacoli inesistenti o a calcolare in modo errato la distanza e la posizione di un veicolo. Nella frenata di emergenza assistita – per esempio – potrebbe attivarsi senza motivo o non attivarsi affatto.
I produttori di auto rilasciano linee guida molto rigide su dove e come riparare i paraurti. In genere, è vietato effettuare riparazioni con graffette, inserti metallici o persino stucchi troppo spessi nelle aree circolari o rettangolari poste direttamente davanti ai sensori radar (come nel nostro esempio, spesso situate agli angoli del paraurti o al centro). In questi casi è preferibile la saldatura plastica simile all’originale, con apporto termico, senza l’uso di rinforzi metallici.
Se il paraurti è danneggiato proprio sopra il sensore, molti produttori consigliano la sostituzione integrale del pezzo piuttosto che la riparazione, per garantire che i sistemi di sicurezza funzionino al 100%.







